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11 Giugno 2021
Ultima modifica: 11 Giugno 2021 ore 11:18

In un ddl il cornoletame della discordia

Agricoltura biologica e agricoltura biodinamica possono essere messe sullo stesso piano? In cosa differiscono? Perché l'agricoltura biodinamica, considerata da alcuni una pratica pseudoscientifica, si trova in un disegno di legge?
Foto di Live Green Magazine
Insorge la comunità scientifica contro l'"equiparazione" tra agricoltura biologica e agricoltura biodinamica prevista nel ddl. «Può il Paese di Galileo Galilei - chiedono gli scienziati - sostenere economicamente pratiche magiche, peraltro facenti capo a un marchio registrato estero?».
Il disegno di legge 998 sull’agricoltura biologica, recentemente approvato dal Senato (e che deve ancora passare alla Camera) include un comma che equipara il metodo di agricoltura biodinamica a quello dell’agricoltura biologica. Ma è proprio così? Davvero il ddl n.988 mette i due tipi di coltivazione sullo stesso piano? E cosa cambia tra i due tipi di agricoltura?
 
La premessa è che agricoltura biologica e biodinamica non sono la stessa cosa. La prima si fonda su evidenze scientifiche riconosciute da una folta letteratura in merito ed è disciplinata da regole approvate e aggiornate dall’Unione europea da 30 anni.
La seconda, invece, include pratiche pseudoscientifiche legate alla filosofia, antroposofia e astrologia. Un esempio classico è l’impiego del cornoletame: si tratta di letame inserito in un corno di vacca che abbia partorito almeno una volta, tenuto sotto terra durante l’inverno. Una volta estratto, il preparato viene “dinamizzato” con acqua (un principio simile a quello che muove l’omeopatia) e spruzzato sulla terra. Il cornoletame concentra, quindi, l’energia astrale in modo da rendere più fertile il terreno coltivato.
 

Cos'è l'agricoltura biodinamica?

 
L'agricoltura biodinamica è un insieme di pratiche basate sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal teosofo ed esoterista Rudolf Steiner attuate durante la produzione agricola, in particolare di prodotti alimentari. Lo scopo di chi sceglie di coltivare con il metodo biodinamico è il raggiungimento di una agricoltura in maggiore equilibrio con l'ecosistema terrestre. La biodinamica incorpora, come detto, anche alcuni dettami dell'omeopatia e alcune tecniche dell'agricoltura biologica e, con un approccio definito olistico, considera come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso.
 
Ed è qui il punto. Alcuni aspetti dell’agricoltura biodinamica includono il biologico. E da questo aspetto si è generata una certa confusione in Parlamento. Sì, perché, nonostante la proposta di legge parli espressamente di «Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico», al comma 3 viene citato anche il biodinamico: «i metodi di produzione basati su preparati e specifici disciplinari applicati nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione europea e delle norme nazionali in materia di agricoltura biologica sono equiparati al metodo di agricoltura biologica. Sono a tal fine equiparati il metodo dell’agricoltura biodinamica».
 
Questo significa che solo i metodi di coltivazione biodinamica che rispettano i disciplinari del biologico possono essere equiparati a quest’ultimo. Tutto qui. Il cornoletame, evidentemente, non rientra tra questi. Eppure, la confusione generata dal ddl ha alimentato lo scontro tra le fazioni in Parlamento, uno scontro che non giova a nessuno. 
 

Le critiche del mondo politico-scientifico

 
Tra le critiche più accese quella della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo che ha definito la legge come il divorzio tra politica e scienza”: «L’agricoltura biodinamica è una tipologia di agricoltura che si avvale del pensiero magico, dell’esoterismo, è stregonesca. Se questa legge passasse così com'è io la vedo come un divorzio tra politica e scienza. Proprio nell’anno della pandemia sarebbe un paradosso», ha riportato Cattaneo in una lettera sottoscritta da altri 20 scienziati.
 
«Può il Paese di Galileo Galilei – continua la lettera – sostenere economicamente pratiche magiche, peraltro facenti capo a un marchio registrato estero?».
La senatrice fa riferimento al fatto che il principale ente che riconosce e attesta quali sono i prodotti biodinamici è la multinazionale tedesca Demeter, la quale detiene il marchio privato commerciale del biodinamico, «che non è una certificazione ufficiale regolamentata a livello europeo come quella del biologico, ma un marchio», spiega a Wired Michele Antonio Fino, docente di Fondamenti di diritto europeo, food law ed ecologia all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. «Nonostante ciò, per concedere questo marchio la multinazionale tedesca richiede come presupposto che i prodotti siano in primo luogo biologici e successivamente biodinamici».
 
Oggi sono nate altre aziende, altri marchi, che riconoscono e danno il marchio di biodinamico anche a prodotti che non sono in primo luogo biologici. In altre parole, come spiega ancora Fino su Wired, viene a mancare il presupposto citato nella legge in questione. In questo caso, quindi, non ci può essere equiparazione. Poi, «se oltre a rispettare tutti i requisiti del biologico, l’agricoltore vuole applicare e aggiungere pratiche basate su antroposofia e sull’astrologia, non c’è nessun problema o ostacolo nel farlo».

A questo punto, il buon senso sembra indicare che per non generare ulteriore confusione, il testo del ddl andrebbe rivisto nella parte che si presta ad interpretazioni errate. L'agricoltura segue principi scientifici, le credenze, che rientrano nella sfera culturale del contadino, dato che non rientrano nei principi scientifici, non hanno motivo di essere normati da una legge.