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8 Aprile 2020

Bambini in carcere. Appello inascoltato?

Sono 59 secondo il Dap, detenuti in 7 regioni
Foto di Tienuskin
Il Covid-19 rende ancora più pericoloso il sovraffollamento nelle carceri, lo ha sottolineato anche Papa Francesco. Ma c'è un'emergenza nell'emergenza: quella dei bambini da 0 a 6 anni, reclusi con le loro madri.
Quanto sia preoccupante l’emergenza Covid-19 nelle carceri italiane lo ha ricordato anche Papa Francesco durante la Messa di lunedì 6 aprile a Casa Santa Marta: «Io vorrei che oggi pregassimo per il problema del sovraffollamento nelle carceri. Dove c’è un sovraffollamento c’è il pericolo, in questa pandemia, che finisca in una calamità grave. Preghiamo per i responsabili, per coloro che devono prendere le decisioni, perché trovino una strada giusta e creativa per risolvere il problema».
Ma c’è un’emergenza nell’emergenza ed è quella dei bambini che si trovano rinchiusi in carcere con le loro madri.

Quanti sono i bambini in carcere

Sono 59 i bambini in carcere secondo gli ultimi dati forniti dal Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), aggiornati al 29 febbraio 2020, reperibili presso il sito del Ministero della Giustizia
I bambini hanno tra gli zero e i sei anni e si trovano in carcere con le loro madri, 54 in tutto, di cui 26 italiane e 28 straniere.
Un problema diffuso presso gli istituti penitenziari nelle varie regioni italiane: 13 bambini sono detenuti nel Lazio, 13 in Lombardia, 12 in Piemonte, 10 in Campania, 5 in Toscana, 4 in Veneto e 2 in Emilia Romagna.

L’appello della Comunità Papa Giovanni XXIII per liberare i bambini

In loro favore era intervenuto Giovanni Paolo Ramonda presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII con un comunicato diffuso il 3 aprile: «Non potremo mai accettare l’idea che dei bambini continuino a vivere dietro le sbarre, tanto più oggi nel pieno dell'emergenza Coronavirus. Questi bimbi, che non hanno commesso alcun reato, sono esposti ad un enorme rischio in carceri sovraffollate».
Alle madri che si trovano negli istituti di pena il Giudice non ha dato la possibilità di godere delle misure alternative. A stabilire in Italia la permanenza in carcere delle detenute madri con i loro bambini è la legge 21 aprile 2011 n. 62; una normativa che secondo Ramonda «presenta limiti che debbono essere superati. Se le prospettive di riforma erano già urgenti, ora sono ancor più esigenti a causa del sovraffollamento delle carceri».

Come far uscire i bambini dal carcere

Per porre fine a questa ingiustizia, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha lanciato una proposta: «Si conceda alle mamme ed i loro figli di essere accolti presso le case famiglia e, laddove questo sia impraticabile per le loro mamme, si liberino questi bambini con il collocamento presso parenti idonei e/o famiglie affidatarie».
Di fronte ad un’emergenza come quella del Covid-19, infatti, «è indispensabile adottare provvedimenti eccezionali, tali da non permettere a nessun bambino di continuare a scontare la pena in carcere con le proprie madri. Il Paese abbia a cuore le sorti di questi bambini che vivono in galera senza alcuna colpa. Il Paese non volti la faccia e protegga questi suoi figli».
 
Nonostante l’appello sia stato ripreso da vari media, l’associazione fa sapere che ad oggi non sono giunti riscontri a livello istituzionale, né richieste di accoglienza per questi bambini e le loro madri.
Ramonda rilancia dunque l’appello: «In questo momento in cui ci stiamo preparando a vivere la Pasqua con le persone a noi care, rinnoviamo la nostra disponibilità ad accogliere questi bimbi con le loro mamme nelle nostre case famiglia. Anche per loro la risposta non è il carcere ma la famiglia».