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17 Novembre 2020
Ultima modifica: 17 Novembre 2020 ore 08:32

Brasile: «Ecco la forza dei nostri giovani»

Bambini e adolescenti a rischio di cadere nella droga o nello sfruttamento sessuale. Ecco dove trovano una via d'uscita.
Foto di Stefano Vitali
Nella Casa delle Gioventù, centro aggregativo gestito dalla Apg23 in Brasile, i ragazzi possono trovare cibo, giochi insieme, abbracci e tanta speranza. È questo a dare loro la forza per superare le difficoltà della vita.
Una vita legata alla Chiesa, prima come catechista in parrocchia poi come coordinatrice diocesana.
Maria Aparecida, per tutti Lia, si presenta così. Lia nasce nel ’63 a Medina, città nel sudest del Brasile. Sposata con José e madre di 4 figli, tre naturali e uno accolto, è responsabile della Casa della Gioventù e del Centro Arco Íris per giovani a rischio sociale.
Quando incontra la Comunità Papa Giovanni XXIII, nel 1996, Lia ha 33 anni e lavora in un asilo per bambini della periferia.
«Dovevo trovare una famiglia per tre piccoli abbandonati – esordisce – e così sono andata a parlare con i membri della Comunità che all’epoca operavano sotto la diocesi di Araçuai».
Lia rimane colpita dal modo in cui i bambini vengono accolti, intraprende il percorso di verifica vocazionale ed entra a far parte della Comunità.
«Diciannove anni fa sono diventata responsabile della Casa della Gioventù, un centro diurno per bambini e adolescenti a rischio sociale».
Il centro le apre gli occhi sulla realtà locale.
«Disuguaglianza sociale, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, mancanza di opportunità ed elevata mortalità dei giovani in periferia, abbandono dei bambini, violenza contro le donne sono spine che ogni giorno fanno sanguinare il mio cuore», racconta Lia.
Un cammino di lotta, lavoro, preghiera e discernimento al loro fianco.
«Oggi lavoro per mantenere viva la speranza. La Casa della Gioventù, così come il Centro Arco Íris di cui sono ugualmente responsabile, è una rinascita alla vita. Gli abbracci che diamo, i balli spensierati, i pasti che alimentano il corpo, le preghiere che nutrono l’anima. Tutto questo dà forza ai nostri giovani che qui respirano una cultura di pace difficile da trovare fuori». 

Macchine da cucire e tessuti per i giovani: anche tu puoi contribuire!

Laboratorio taglio cucito
Foto di Stefano Vitali

La Casa della Gioventù segue bambini e adolescenti a rischio che altrimenti finirebbero per trascorrere il tempo in strada, in mezzo ai pericoli della droga e dello sfruttamento sessuale.
Il centro offre sostegno alimentare e scolastico, corsi di formazione professionale e laboratori ricreativi. «Tutti strumenti di Dio per curare le ferite» sostiene Lia, che ora vorrebbe potenziare il corso di taglio e cucito come strumento di riscatto e inserimento nel mondo del lavoro. A tal fine dovrebbe acquistare tessuti e strumenti e sistemare le macchine da cucire in dotazione. Il costo totale è di circa 1.900 euro.
Potete scrivere alla segreteria di Condivisione fra i Popoli, oppure chiamare il numero 0541 50622.
Grazie per quanto potrete fare!