28 Febbraio 2020

L'Economia di Condivisione ai tempi del coronavirus

Molto più che per il Covid-19, oggi nel mondo si muore contagiati dal virus di un'economia che uccide e sta facendo ammalare il pianeta in maniera irreversibile. Per salvare l'umanità il Papa punta sui giovani.
Foto di PiyanatBoon
Dalla scelta di condividere la vita degli ultimi nasce un nuovo modello di economia che alcuni giovani porteranno ad Assisi all'appuntamento convocato da Papa Francesco. Alcune anticipazioni dal prossimo Sempre Magazine.
Di fronte a minacce sanitarie globali come il coronavirus Covid-19 il genere umano si riconosce appartenente ad un’unica grande famiglia e in questi giorni difficili vediamo emergere – nonostante le immancabili fake news e speculazioni politiche – la volontà e la capacità di condividere conoscenze scientifiche e misure strategiche per arginare la diffusione e arrivare presto ad una cura efficace.

Ma molto più che per il Covid-19, oggi nel mondo si muore per fame, per carestie, per guerre, contagiati dal virus di un'economia che uccide e che sta facendo ammalare il pianeta Terra in maniera irreversibile.

La sfida di Papa Francesco all'economia

Un’emergenza sollevata da più parti, che ha trovato in Papa Francesco un elemento catalizzatore soprattutto dopo la pubblicazione dell’enciclica Laudato si, in cui ha saputo intercettare sensibilità diverse – ambientale, sociale, educativa – per lanciare l'“ecologia integrale” come strada maestra da cui ripartire per un nuovo sviluppo.
A distanza di cinque anni da quello straordinario documento, che ha trovato consensi ben oltre i confini dell’appartenenza cattolica, Francesco focalizza il tema sull’economia e invita ad Assisi, per l’evento The economy of Francesco (inizialmente previsto a marzo, è stato ora spostato a novembre dal 19 al 21, causa coronavirus) - assieme ad esperti di fama internazionale - giovani economisti e imprenditori. Un appuntamento che crea grandi aspettative, al quale dedica ampio spazio il nuovo Sempre Magazine di marzo-aprile.

Non si tratta di mettere in discussione l’economia di mercato, sottolinea l’economista Stefano Zamagni esponendo la sua “visione”, ma di orientarlo verso un obiettivo più ampio che «tenda a tenere in armonia tre dimensioni: materiale, socio-relazionale e spirituale». 
Su questo terreno è impegnata fin dalle sue origini anche la Comunità Papa Giovanni XXIII. 

«Costruire un mondo nuovo, in cui nessuno venga emarginato o addirittura eliminato, non è solo un obiettivo etico ma anche un saggio principio economico – spiega il responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda –. Occorre però un passaggio fondamentale: passare dall’assistenza alla condivisione. Solo così quelle persone che prima erano considerate scarti, improduttive, diventano risorse. E anche i beni, se condivisi, si moltiplicano.»

Nasce l'economia di condivisione

Ed ecco allora che da questa intuizione nasce un nuovo concetto, l’“economia di condivisione”. 
«Un gruppo di lavoro, composto in larga parte da giovani, sta elaborando i principi di questa nuova visione dell’economia che porteranno ad Assisi – prosegue Ramonda – ma c’è già una vita di condivisione che dimostra come questa strada sia percorribile per un nuovo sviluppo. Tra i protagonisti di questa opera ci sono  persone che arrivano dalla strada, che vagabondavano, o costrette alla prostituzione, o in carcere, o vittime di dipendenza patologiche: prima rappresentavano un alto costo sociale, oggi sono produttrici di beni e servizi, e non solo materiali ma soprattutto relazionali.»

Alessandro, il consulente finanziario 

Alessandro ha 31 anni e fino a qualche tempo fa era un consulente finanziario. Poi ha deciso che qualcosa doveva cambiare. «Quando ti trovi a fianco di un collega che cerca di trarre profitto speculando sul valore di un’azienda quotata in borsa dopo la caduta di un suo aereo e la morte di decine di persone – racconta – pensi che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e allora capisci di non avere la stessa idea di lavoro e di guadagno».

Oggi vive in una casa famiglia che accoglie persone in difficoltà e ha messo la sua professionalità a supporto dei progetti di gestione del servizio civile e di sviluppo della nonviolenza. La sfida, dice, è «proporre un modello diverso, che parta dalle relazioni umane più che quelle commerciali». Un modello che però non può essere circoscritto al mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale: «È necessario trovare il modo di comunicarlo all’esterno, anche al mondo dell’impresa e, perché no, al settore finanziario».

Come ricevere una copia gratuita di Sempre Magazine

Alessandro è uno dei giovani che andrà ad Assisi. Su Sempre Magazine le storie, i primi risultati di questa ricerca, le aspettative.

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