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16 Gennaio 2021

Droga: un pericolo sottovalutato

Mezzo milione di italiani dichiara la necessità di uscire dall'abuso di sostanze, ma i comportamenti compulsivi dilagano e trovano sempre nuovi modi per ridurre in schiavitù le persone.
Foto di A different Perspective
Droga è tutto ciò che crea dipendenza, quindi non solo sostanze psicoattive, ma anche gioco d'azzardo, shopping, lavoro, cibo, ecc. Questo preoccupante scenario che muta con estrema rapidità non riesce a destare l'attenzione del mondo politico e la legislazione è ormai superata.
Droga: un fenomeno che negli anni si è fortemente modificato, tanto che oggi non si fa più riferimento solo alla tossicodipendenza, ma più correttamente agli stati di dipendenza. Si parla sempre più spesso di comportamenti compulsivi, socialmente accettati, quali la dipendenza dal gioco d'azzardo, da internet, da shopping, da lavoro, da sesso, da relazioni affettive, da cibo, da sport. Comportamenti che, ripetuti ossessivamente, fino allo stremo, schiavizzano l'uomo con effetti spesso devastanti.

In questi anni però, oltre ad un incremento comunque forte nei consumi di sostanze, abbiamo assistito anche ad un mutamento nella concezione delle droghe classicamente intese. L'instaurarsi di nuove aspettative e modalità relazionali fra i giovani e le sostanze, ha portato ad una loro nuova collocazione nell'immaginario collettivo. Molte sostanze, prime fra tutte alcol, cannabis, cocaina ed ecstasy, sono spesso percepite dai giovani come sostanze ricreazionali, da usarsi in compagnia di amici, per divertimento, in modo più o meno episodico ed in totale tranquillità.
Il pericolo dipendenza viene associato al consumo quotidiano di grandi quantità e non a quello più sporadico e limitato, circoscritto al fine settimana o a particolari occasioni ed eventi.

Sempre più spesso i “consumatori più giovani” sono studenti che non vivono in condizioni di marginalità sociale, né economica, che arrivano a contatto con la droga attraverso gli amici, che raramente hanno un consumo dipendente, che non percepiscono il loro comportamento né come problematico, né deviante. Accanto a questo il “mercato” e il “consumo” delle droghe classiche non diminuisce come riporta la Relazione Europea sulla droga 2020.

La relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze del 2019 ci dice che, in Italia, ci sono circa 500mila persone che fanno abuso di sostanze e avrebbero bisogno di una presa in carico. Di questi, 140mila ricevono aiuto, cioè 1 su 5 riceve una risposta al proprio bisogno; 15mila hanno la possibilità di accedere ad un servizio di un Sert o di una comunità; si registra, inoltre, un incremento dei decessi per droga correlati che, dai 296 casi del 2017 sono passati a 334 nel 2018.
 
La pandemia da Covid 19 e i mesi di lockdown, secondo l’Istituto Superiore di Sanità e la relazione europea sulle droghe 2020, non hanno fermato spacciatori e consumatori che hanno scelto l’uso dei mercati digitali: darknet online, piattaforme di social media e servizi di corrieri a domicilio.
Il policonsumo (uso di più di una sostanza) è divenuto la norma e l’uso di tabacco nei minori apre sempre più la porta a nuove sostanze. Rispetto a questo nuovo scenario che muta con estrema rapidità il Sistema dei Servizi pubblico – privato-accreditato è in forte difficoltà con poche risorse, nessuna attenzione da parte del mondo politico e una legislazione ormai superata.