11 Ottobre 2019

Vangelo di domenica 13 ottobre: Luca 17, 11-19

Chi ringrazia è colui che ha capito che l'altro lo ama. Siete abituati a ringraziare Dio tutti i giorni della vostra vita?
Foto di Benjamin Balazs
Vangelo della domenica: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. 
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. 
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». 
Dal Vangelo di Luca (Lc 17, 11-19)

Commento al Vangelo di domenica 13 ottobre 2019

Samaritani e Giudei erano nemici di religione. Gesù guarisce dieci lebbrosi dei quali uno era samaritano. Avvenuto il miracolo della guarigione solo il samaritano ritornò indietro per ringraziare Gesù e lodare Dio. Una delle espressioni più belle dell’affettività è il sapere ringraziare. Chi ringrazia è colui che ha capito che l'altro lo ama. La prima preghiera che sboccia sulle nostre labbra è la preghiera di grazie. Quando la persona non sa ringraziare vuol dire che non riesce ad uscir fuori da se stessa, è chiusa in sé e tutto le è dovuto, quindi non sa ringraziare. Quando invece capisci che tu sei niente, la tua vita è un perenne grazie, grazie, grazie. È il canto della gioia nel Signore! 
Siete abituati a ringraziare Dio tutti i giorni della vostra vita?
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