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8 Luglio 2019

A letto con i miei figli? Meglio di No!

Bimbi nel lettone? Molti se domandano se è bene dormire con i figli. Ci sono differenti scuole di pensiero, dalle più rigide a quelle permissive.
Foto di Lev Dolgachov - Adobe Stock Photo
Non è un dramma se per un periodo un bambino dorme nel letto dei genitori. Ma lo è se diventa un modo per non affrontare problemi di coppia. Allora no, perché fa male al piccolo (che a volte non è neppure troppo piccolo), ma anche a mamma e papà
«Mia moglie è a letto con i miei figli!» È una lamentela molto comune nelle famiglie con bambini piccoli, che diventa preoccupante quando i figli non sono più così piccoli, cioé quando hanno le gambine per muoversi, accendersi la luce, prendere autonomamente un bicchiere d'acqua.
Non c'è bisogno di essere rigidi: l'eccezione, la malattia, la domenica mattina tutti insieme a risvegliarsi pigri, vanno bene, ma rendere il talamo coniugale un costante crocevia di generazioni è un po' dissacrante. Il letto coniugale, sia simbolicamente che concretamente, è il luogo dell'intimità, della sessualità, è (spesso l'unico) luogo dove tutto il mondo resta fuori e marito e moglie, i due compagni, amici, sposi, coloro che con la loro relazione reggono l'asse portante della struttura familiare, creano e si ricreano.
Molti genitori discutono sul tema dei figli nel lettone, della difficoltà ad impartire regole ferree, del dubbio amletico di passare una notte in bianco o – ma sì cosa vuoi che sia – permettere al piccolo di dormire nel mezzo. 

A letto con i figli, cosa dicono gli esperti?

Storicamente ci sono due scuole di pensiero: volendo semplificare al massimo da una parte c'è quella nordeuropea che prescrive un’autonomizzazione del bambino fin dalla tenera età, attenta e ligia alla regola, perché questa darebbe ordine esterno ed interiore al piccolo. Al costo di qualche sacrificio e piantino, ne beneficerebbe poi tutta la famiglia. Dall’altra parte c’è sempre stata la linea di pensiero più americana, che prendendo le mosse dall’etologia, rileva come i cuccioli di tutti i mammiferi dormano vicino ai genitori, che questo avrebbe delle influenze benefiche sulla regolazione del sonno, del sogno, e che così facendo tutti si stresserebbero meno e il piccolo semplicemente se ne andrebbe da lettone autonomamente quando sente in tutta naturalezza che quello non è più il suo posto. E così, senza tanti patemi, ogni famiglia si regola ottimizzando e negoziando i propri stili relazionali.

Mamme e figli a letto: quando non è bene

Ci sono casi in cui questa flessibilità non può essere suggerita tipo quando sento discorsi come «Io e mio marito siamo in crisi… allora noi avremmo deciso che lui [il marito] intanto va a dormire dai suoi genitori 3 notti la settimana, poi si vedrà... per il bambino [4 anni] non dovrebbe essere un problema… perché è già abituato a dormire a letto con me da quando aveva 2 anni, e mio marito dorme nella sua cameretta».
No, cari genitori, non funziona così! Un conto è che una coppia – con le dovute attenzioni – permetta al figlio – temporaneamente – di impossessarsi di parte del talamo. Un altro è che un genitore, visto che non vuole dormire col coniuge, dorma regolarmente nel letto con il figlio che diventa – suo malgrado – un partner sostitutivo, sottoposto a tensioni affettive ed emotive contraddittorie, un peso troppo grande per lui. Il significato è completamente diverso!

Fatevi consigliare da un professionista

In questo caso il consiglio è di chiarire con un professionista il progetto di coppia, perché due anni da separati in casa sono un tempo ben oltre il limite della decenza. Fin che vi chiarite le idee, se proprio non riuscite a stare nel letto coniugale, non disturbate quella povera creatura che non ha colpe. Correte subito a comprare un divano. Una nota marca ha un’offerta imperdibile che scade proprio domenica, sì, la prima domenica dopo che avrete letto questo articolo. Garantito!