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10 Giugno 2021

Una bussola per la felicità

Esce oggi il nuovo libro di Ferdinando Ciani
Foto di ©alekseyliss
È possibile una pedagogia lontana dalle logiche della performance e del profitto? Riscoprire che educare è altro rispetto ad istruire? Se ne parla nel nuovo libro di Sempre Editore
«In una delle mie classi prime era arrivata Elisa, una ragazzina tetraplegica che si esprimeva solo attraverso gridolini e sorrisi. L'insegnante di sostegno propose di trasferirla nell'auletta di sostegno ma la classe si oppose: “Vogliamo che Elisa resti con noi”. E così fu: preparammo un posto adatto a lei in classe, e poiché ad Elisa piaceva molto ascoltare musica, imparammo a fare matematica con la musica di sottofondo». A raccontarlo è Ferdinando Maria Ciani, insegnante, ideatore della “Scuola del Gratuito”, giunto al suo quinto libro: Pedagogia della gratuità. Un cammino verso la felicità.

 Un libro sull'educazione

Che cosa differenzia questo quinto libro rispetto agli altri?
La copertina del libro
 
«Rispetto ai miei saggi precedenti dedicati al progetto di una Scuola del Gratuito, in questo caso tratto il tema dell’educazione. Oggi la società intera educa al profitto in mille modi, dalla scuola, allo sport, al tempo libero, all’economia. La Gratuità è relegata all’ambito famigliare e a pochi altri. Non si esce dalla logica di questo sistema se non si punta su una nuova educazione, l’educazione della Gratuità, che porti ad un sistema di vita nuovo che contagi la cultura e trasformi la politica e l’economia».
 
A chi hai pensato quando l’hai scritto?
«Agli educatori, genitori, insegnanti, istruttori, catechisti, in realtà a tutti perché tutti, con i nostri comportamenti, educhiamo. Se gli adulti fanno la scelta del profitto, se nel lavoro puntano alla carriera anziché al servizio, i giovani vedono. Tutti abbiamo una grande responsabilità in questo senso».

Il modello maieutico

Che cosa significa educare?
«Come ha detto il poeta irlandese William Butler Yeats: “Insegnare non è riempire un secchio ma accendere un fuoco”. Educare è un processo maieutico, cioè di estrazione. Non si può “educare a qualcosa”, si educa qualcosa, si educa la pace, la cittadinanza, la gratuità, cioè si estraggono come doni già presenti nel cuore e nell’intelligenza dei bambini e li si aiuta semplicemente a svilupparli. Il modello maieutico è molto diverso da quello plasmativo, secondo il quale l’educazione è simile all’opera del vasaio che modella la creta su un progetto precostituito. La società attuale ha bisogno di plasmare gli individui sul proprio modello perché la gratuità non assurga a sistema e la cultura del profitto possa reiterarsi all’infinito». 
 
Nel tuo libro ci sono anche delle riflessioni sul cristianesimo
«La Gratuità è uno dei valori fondanti del Cristianesimo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Purtroppo nel tempo le Chiese (nelle varie confessioni) si sono secolarizzate assumendo in parte la mentalità del mondo. Se ne ha evidenza negli scandali finanziari, nell’attaccamento ai beni, nella eccessiva spiritualizzazione del messaggio di Cristo. Che le comunità cristiane non siano operatrici di una forte educazione della Gratuità lo dimostra il fatto che i giovani disertano le parrocchie perché non costituiscono più un segno di Speranza»

 Competizione o cooperazione?

La competizione. È completamente deleteria per l'educazione o se ne può trovare una versione "buona"?
«Di competizione “buona” vedo solo la competizione giocosa, sempre che non ci siano dietro interessi. Il miglioramento, motivazione usata dai fautori della competizione, si ottiene con la cooperazione e nella sfida con se stessi non in quella contro altri. Il motto di De Coubertin “L’importante è partecipare, non vincere” oggi potrebbe essere tranquillamente proclamato al rovescio: “L’importante non è partecipare ma vincere”. Il profitto stimola una competizione insana che crea avversari e genera relazioni infelici».
 

Dove acquistare il libro sulla pedagogia della Gratuità

Il libro di Ferdinando Ciani si può acquistare qui o chiamando l'Editore al numero 0442 25132