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9 Giugno 2020

Vangelo del 14 giugno: «Io sono il pane vivo».

Quando consacriamo il pane e il vino, Cristo Gesù ha gli stessi sentimenti nostri, di oggi e si rende presente nell'Eucarestia
Foto di Nordwood Themes
Vangelo di domenica 14 giugno: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Dal Vangelo di Giovanni (Gv 6, 51-58)

Commento al Vangelo di domenica 14 giugno 2020

Il Signore ci dice: «Io sono il pane vivo» e poi aggiunge misteriosamente «Il pane che io do è la mia carne sacrificata per il mondo», cioè il mio essere umano è venuto ad abitare in una fragilità costituzionale quale è quella dell'uomo; non sono venuto a portare via questa fragilità ma sono venuto a portare il modo nuovo di vivere nella fragilità. Per cui la fragilità non è più sorgente di pianto, né di dolore, ma diventa una opportunità.
Quando consacriamo il pane e il vino, Cristo Gesù ha gli stessi sentimenti nostri, di oggi, perché il sacrificio di Cristo è uno solo ed è una volta per tutte e si rende presente nell’Eucarestia: in ogni istante quel sacrificio ci nutre nella realtà della nuova creazione in cui noi viviamo. Ecco il perché della gioia e dell’impegno di quanti si affaticano per poter andare a partecipare al sacrificio di Cristo ogni giorno: in quel sacrificio d'amore vengono rinnovati!
Perché non ti dai la gioia del sacrificio di Cristo e della comunione con lui?
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