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3 Aprile 2020

Vangelo di domenica 19 aprile

Sentirsi perdonati è sentirsi rinnovati, ricreati. L'abbraccio del Padre che perdona sempre fa esplodere di gioia perché ciò che era separato è ricongiunto, ciò che era diviso è riunito!
Vangelo della domenica: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Dal Vangelo di Giovanni (Gv 20, 19-31)

Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2020

«Come il Padre ha mandato me, io mando voi», da quel momento la Chiesa è fatta. La Chiesa è costituita dal mandato e dallo Spirito Santo che viene dato con l’imposizione delle mani.
Laddove ci sarà un vescovo che ha ricevuto il mandato, l’imposizione delle mani dall’apostolo che l’ha preceduto, o che è presente, lì c’è la Chiesa. È la cosiddetta successione apostolica. È un mandato di comunione; non è una divisione di potere ma una comunione con Cristo.
E Gesù subito dà l’elemento più necessario nella Chiesa, cosa che nessun altro avrebbe potuto pensare: soffia su di loro, dà loro lo Spirito Santo! Poi c’è il grande atto che costruisce e ricostruisce la Chiesa come modo di essere: «A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, a chi non perdonerete non saranno perdonati». La confessione, dopo l’Eucarestia, è il dono più grande che ci sia nella Chiesa.
Sentirsi perdonati è sentirsi rinnovati, ri-creati; non è la confessione che genera il perdono; è l’offerta del perdono da parte di Dio che genera la coscienza di essere nel peccato e il desiderio del perdono. L’abbraccio del Padre che perdona sempre fa esplodere di gioia perché ciò che era separato è ricongiunto, ciò che era diviso è riunito!
 
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