Vangelo della III domenica del Tempo Ordinario - Anno C: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 1-4; 4, 14-21)
Commento al Vangelo del 23 gennaio 2022
(III domenica Tempo Ordinario - Anno C)
Il biglietto di credibilità, di presentazione, che lo Spirito ha preparato a Gesù è stato questo: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio».
E qual è la buona notizia, il lieto annuncio dato ai poveri? Che Dio li ama. Amando gli ultimi come li ama lui, mettiamo la nostra vita con la loro vita. L’io e il tu vengono superati nel noi, il mio e il tuo vengono superati nel nostro.
Il povero ci fa il dono di sé e ci libera dalla somma ingiustizia che consiste nel non riconoscere la sua dignità di essere amato da Dio. La condivisione diretta è la nuova creazione, è la nuova umanità, è la nuova era dei poveri inaugurata da Gesù!
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