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27 Dicembre 2020

Vangelo di domenica 27 dicembre: la santa famiglia

Maria apre il nostro cuore e fa entrare il Padre, Gesù e lo Spirito Santo. È lei, vera Madre, che fa entrare in noi i nostri fratelli e ce li fa amare con l'amore con cui ci ama Gesù.
Foto di Michelle Scott
Vangelo della domenica: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Dal Vangelo di Luca (Lc 2, 22-40)  

Commento al Vangelo di domenica 27 dicembre 2020 

Oggi è la festa della Santa Famiglia!
Quel giorno Giuseppe e Maria arrivano col bimbo, arriva anche Simeone mosso dallo Spirito Santo, e non la finiva più di parlare di Gesù: riconosce nel bambino l’atteso delle genti, l’inviato di Dio per la salvezza del suo popolo. La bellezza di Maria risplende nell’incontro con il vecchio profeta Simeone: ella sarebbe stata partecipe di Cristo nell’attuare questa salvezza universale.
Il sì di Maria: Maria è la primizia dei credenti. È lei che apre il nostro cuore e fa entrare il Padre, Gesù e lo Spirito Santo. È lei, vera Madre, che fa entrare in noi i nostri fratelli e ce li fa amare con l’amore con cui ci ama Gesù.
La Madonna ci richiama e ci sta vicina perché facciamo ciò che Gesù ci rivela.
 
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