25 Gennaio 2020

Vangelo di domenica 9 febbraio

Ricordatevi che illuminare non è un merito, è un dovere, un debito da pagare. Sì, ognuno di noi è chiamato a partecipare alla costruzione della Chiesa e della storia!
Foto di Lukas Baumert
Vangelo della domenica: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 13-16)          

Commento al Vangelo di Domenica 9 febbraio 2020 (Mt 5, 13-16)

Qual è la presenza di noi cristiani nel mondo? Facciamo degli esempi, quelli usati da Gesù stesso. Il sale: compenetra dentro la massa e dà il sapore; esso compenetra per natura sua, perché è sale. La luce: quando tu vuoi mandar via le tenebre, non ti metti a dar pugni alle tenebre, ma accendi la luce. Ed è la luce che fuga le tenebre, la luce messa sul candelabro, dice il Signore, non sotto il letto, perché illumini tutto.
Ricordatevi che illuminare non è un merito, è un dovere, un debito da pagare; è un dovere in senso di atto dovuto. A chi segue Gesù nulla è estraneo, perché la vocazione lo porta ad essere presenza nella storia. Nulla nella creazione è cattivo in sé e per sé; è per questo che il mondo si salva e si redime, perché tutto ciò che è buono non venga decomposto. Sì, ognuno di noi, per la sua parte – piccola se volete, ma sempre grande perché pensata per noi dal Signore –, è chiamato a partecipare alla costruzione della Chiesa e della storia!
 
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