Topic:
18 Aprile 2026

A Vigevano, con don Moreno, per vincere la solitudine

A Vigevano, con don Moreno, per vincere la solitudine
Grazie a un luogo accogliente, persone che non avevano più un motivo per uscire di casa scoprono che anche a 80 anni si possono trovare nuovi amici
Ci sono silenzi che fanno rumore. Sono quelli delle case troppo vuote, delle giornate che scorrono tutte uguali, delle parole che restano sospese perché non c’è più nessuno con cui condividerle. A Vigevano, quel silenzio ha trovato una risposta. Ha preso forma in un luogo semplice, ma pieno di vita: il Centro Sociale per anziani. E dietro questo luogo c’è uno sguardo che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
È quello di don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana, che ha intuito una ferita silenziosa del territorio e ha deciso di starci dentro. Con delicatezza. Con costanza. Con quella cura che non fa rumore, ma cambia le giornate.
Qui non si viene “a passare il tempo”. Qui il tempo si ritrova. Ogni giorno, tra quelle stanze, entrano storie. Volti segnati dagli anni, ma ancora pieni di desiderio. Persone che, magari da tempo, non avevano più un motivo per uscire di casa. E poi succede qualcosa. Un saluto. Un sorriso. Una chiacchiera che si allunga. E piano piano quel peso che si portavano dentro si fa più leggero.

Trovare amici a 80 anni

«Da quando vengo qui, le giornate non sono più tutte uguali. Ho ricominciato a uscire, a parlare, a sentirmi meno sola», racconta Maria, 78 anni, con un sorriso che sa di gratitudine. Sono già 374 gli iscritti dal 2023. Oltre 250 partecipano con costanza alle attività.
Foto di Archivio 8 per mille Chiesa Cattolica

Ma più dei numeri, parlano le vite che si riaccendono. C’è chi riscopre il piacere di muoversi, chi allena la memoria, chi prova qualcosa di nuovo per la prima volta. E c’è chi, semplicemente, torna a sentirsi parte di una comunità. «Qui ho trovato amici. Non pensavo fosse ancora possibile, alla mia età», confida Giuseppe, 82 anni. «Invece ho scoperto che non è mai troppo tardi per ricominciare». Perché la verità è questa: non è mai solo questione di attività. È questione di relazioni.

Il ruolo chiave dei volontari

Don Moreno lo sa bene. Sa che la solitudine è una delle povertà più profonde, perché non si vede subito, ma consuma piano. E allora ha scelto di esserci. Di realizzare un luogo dove nessuno si senta di troppo. Dove ogni persona sia chiamata per nome. Dove anche l’età avanzata non sia una fine, ma un tempo ancora pieno di possibilità. Accanto a lui, ci sono volontari che rendono possibile tutto questo. Persone che donano tempo, ascolto, presenza. «A volte basta sedersi accanto a qualcuno e ascoltare», racconta Anna, volontaria. «E ti accorgi che, mentre aiuti, sei tu la prima a ricevere qualcosa. Qui nessuno è solo, nemmeno noi».
Al Centro si respira qualcosa di raro: leggerezza. Quella che nasce quando ti senti accolto davvero. Quando qualcuno ti aspetta. Quando la tua presenza conta. E allora succede che le giornate cambiano ritmo. Che uscire di casa torna ad avere un senso. Che si ride di nuovo, magari per cose piccole, ma vere. È una comunità semplice, ma preziosa. Una di quelle che tengono insieme la vita quando rischia di sfilacciarsi. E tutto questo esiste grazie a gesti concreti. Anche molto piccoli. Come una firma.

Il sostegno dell’8 per mille

Una firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica non costa nulla, ma qui diventa compagnia per chi è solo, energia per chi si stava spegnendo, relazioni per chi le aveva perdute. Diventa un luogo dove il tempo non pesa più, ma si condivide. Dove qualcuno torna a sentirsi vivo. Dove nessuno è dimenticato. È anche grazie a quella firma se storie come queste continuano a esistere. E continuano a dire, con semplicità, che la vita può sempre ricominciare. Anche quando sembra tardi. 8xmille alla Chiesa cattolica. È più di quanto si creda.

© Riproduzione Riservata

Semprenews è su Whatsapp.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale e ricevere aggiornamenti quotidiani direttamente sul tuo telefono.