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31 Maggio 2026
Ultima modifica: 1 Giugno 2026 ore 07:49

Comunione e profezia: il domani della Papa Giovanni XXIII si costruisce oggi

Si è conclusa alla Fiera di Cesena la grande assemblea internazionale con 1.800 persone da tutto il mondo. Centrali i lavori dei gruppi, la voce dei piccoli e le sfide per il futuro
Comunione e profezia: il domani della Papa Giovanni XXIII si costruisce oggi
Foto di Elisa Pezzotti
Tra la freschezza dei bambini, le testimonianze dai CAS e la forza della "fragilità attrattiva", il responsabile generale Matteo Fadda traccia la linea da seguire: «Ci attende un futuro splendido, non seppelliamo i talenti ricevuti».
CESENA – C’è un’energia che non si può spiegare a parole, ma che si leggeva stamattina negli occhi delle 1.800 persone che hanno riempito la Fiera di Cesena. Un’energia fatta di abbracci, canti, storie di riscatto e, soprattutto, di una promessa: non lasciare indietro nessuno. Oggi, domenica 31 maggio 2026, si è conclusa l’Assemblea Internazionale della Comunità Papa Giovanni XXIII, una densa due giorni che ha unito 19 regioni italiane e 37 Paesi del mondo sotto lo stesso tetto e lo stesso carisma profetico di don Oreste Benzi.
La giornata odierna è stata il culmine vibrante di questo cammino ordinario e straordinario, incentrato sulla restituzione dei risultati dei lavori dei tre gruppi. Tavoli di discernimento che hanno affrontato le sfide più calde del nostro tempo: la condivisione diretta con i poveri, il metodo della nonviolenza per rivoluzionare la storia e le riforme necessarie per restare contemporanei, custodendo un’identità radicata e feconda.

I piccoli indicano la via: il cartoon e la rivoluzione dell'amore

Tra i momenti più luminosi ed emotivamente carichi della mattinata c'è stato lo spazio dedicato all'ambito bambini. I più piccoli hanno saputo parlare di pace con una forza e una purezza disarmanti. È stato infatti presentato un video cartoon sulla pace che vede come protagonista e guida proprio "nonno Oreste", realizzato dalla "zona Sud" con la regia di Laura Lubatti.  
Esplosione di gioia poi con la presentazione della canzone nata sempre nel mondo dei bambini, sulla rivoluzione dell’amore, il cui testo è stato tratto dal libro di Chiara Bonetto Il viaggio di Don Oreste. Esploratore del cuore. Una melodia che è un programma di vita, capace di contagiare l'intera assemblea.

Foto di Elisa Pezzotti
Foto di Elisa Pezzotti
Foto di Elisa Pezzotti
Foto di Elisa Pezzotti
Foto di Elisa Pezzotti

Voci dal mondo: la forza attrattiva della fragilità

L’Assemblea ha dato voce alle periferie esistenziali, trasformandole in cattedre. Commoventi e profonde sono state le varie testimonianze arrivate dal mondo dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), dove l'accoglienza si fa carne quotidiana, e dal Medio Oriente lacerato dai conflitti. Tra queste, ha profondamente colpito la platea il racconto di una coppia di fede musulmana: pur non appartenendo alla religione cattolica, i due sposi hanno raccontato di essere rimasti folgorati dall'incontro con il mondo della Comunità, un luogo in cui le differenze dogmatiche si annullano di fronte al linguaggio universale della condivisione e dell'amore per l'ultimo.
C'è stato spazio anche per la pastorale della vita quotidiana con le testimonianze delle famiglie con figli con disabilità - le quali stanno tracciando e sperimentando vie profetiche e coraggiose per il "Durante Noi", immaginando percorsi di autonomia e di accoglienza che superino la paura del domani e la solitudine - e dal mondo delle cooperative sociali, vera sperimentazione di un modello operativo capace di scardinare la "società del profitto" costruendo quella del "gratuito".
A dare voce all'entusiasmo e alla freschezza del presente della Comunità è stato il rappresentante del gruppo dei giovani, 26 e mezzo, che ha scosso la sala parlando di spazi di appartenenza in evoluzione e della necessità di rompere gli indugi: «Abbiamo toccato con mano che aprire al diverso costruisce identità attraverso domande sempre nuove, sempre in evoluzione. Quello che siamo oggi lo sappiamo, ma le domande che ci faremo determineranno quello che saremo... Se due anni fa volevamo stare alla giusta distanza, adesso invece vorremmo stare alla giusta vicinanza. Siamo pronti a costruire questo ponte, dai ci state?»

La presenza dei vescovi 

A portare una carezza ecclesiale e un forte incoraggiamento all'Assemblea era stato, nella giornata di ieri, il saluto carico d'affetto di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, Vescovo di Cesena-Sarsina (e Arcivescovo di Matera-Irsina), il quale sperimenta la Comunità letteralmente in casa, ospitando un dormitorio e una casa famiglia proprio all'interno del palazzo vescovile. Il vescovo ha voluto condividere la bellezza di questa prossimità quotidiana: «Sono davvero contento di poter vivere e condividere con voi questo momento... La prima cosa che ho scoperto arrivando a Cesena è stato proprio trovare la vostra realtà esattamente nel palazzo vescovile, sia attraverso il dormitorio che la casa famiglia, per cui c'è un rapporto quotidiano che vivo anche con loro ed è bello poterlo condividere».
A rendere testimonianza della comunione dell'associazione di don Benzi con tutta la Chiesa è stata anche la presenza di mons. Franco Agnesi, vescovo ausiliare di Milano, che ha presieduto la messa del sabato, e mons. Nicolò Anselmi, che ha presieduto la messa conclusiva di domenica, imprimendo una forte spinta missionaria: «Oggi festeggiamo la Santissima Trinità che è come una famiglia che vive una realtà di amore e che ci abbraccia tutti e ci accompagna. Stiamo riscoprendo che la vera novità è Gesù e noi abbiamo il compito di contagiare tutto l'universo con l'amore di Dio. Il mio sogno è che otto miliardi di persone conoscano Gesù».

Le parole di Matteo Fadda: scendere i gradini e la forza dei "parafulmini"

Nel suo intervento conclusivo, Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII ha fatto sintesi e tracciato linee di sviluppo del lavoro futuro.
Facendosi portavoce di una Chiesa in cammino, Fadda ha ricordato come, nel recente incontro a Roma con i presidenti dei movimenti laicali, Papa Leone XIV abbia «ripetuto per 10 volte la parola comunione».
Fadda, raccogliendo i frutti dei lavori assembleari, ha chiesto alla Comunità un sussulto di audacia lanciando sfide cruciali.
«Come abbattere gli idoli che minacciano la nostra giovinezza spirituale, in particolare due idoli: l'individualismo e la sistemazione nelle sicurezze? Ci attende, fratelli e sorelle, un futuro splendido. Lo abbiamo visto sul palco prima di questo mio intervento. Non seppelliamo i talenti ricevuti. Ci attende un secondo anno di lavoro straordinario di discernimento comunitario nello spirito verso l'assemblea del 2027. Come ci ha consegnato don Oreste nel commento di oggi su Pane Quotidiano: "Signore, facci scegliere ciò che tu hai già scelto per noi"».
Fadda ha insistito sul valore teologico e sociale dei più deboli, ricordando l'insegnamento cardine del fondatore: «Don Oreste ci ha insegnato che sono i piccoli i costruttori dell'umanità perché a loro è rivelato il mistero. Io li chiamo i “parafulmini”, nel senso che catturano davvero i fulmini del maligno e non permettono che questi fulmini lacerino le nostre membra. Allora dobbiamo tenerci vicini questi parafulmini, non rischiare di farli ritornare negli istituti. Dobbiamo davvero capire che solo stando con loro, coi più fragili, si va avanti».
 
In un mondo che viaggia a velocità folle e che chiede efficienza a discapito dell'umanità, la Papa Giovanni XXIII risponde dunque rilanciando una famiglia in perenne conversione spirituale accompagnata dal passo dei più fragili che crea comunione. 

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