«Io e tutto il mio per le operaie»
Johanna Maria nasce a Valenza, in Spagna, il 30 marzo 1862, quarta dei figli del dott. Luis Vicente Condesa Raes e di Juana Lluch Martinez. Nel 1865 le muore il padre. Da giovanissima si interessa delle giovani donne operaie che avevano abbandonato la campagna ed erano approdate in città in cerca di lavoro. All’età di 18 anni fa voto privato di castità. Nel 1883 chiede all’Arcivescovo Monescillo di aprire un istituto religioso e una casa per queste ragazze. Considerandola troppo giovane la fa aspettare. La casa apre nel 1884, dando inizio alla Congregazione delle Ancelle di Maria Immacolata. Trascorrono 8 anni prima di ottenere l’approvazione diocesana: nel 1892 Johanna e alcune consorelle, ricevono l’abito religioso dal nuovo Arcivescovo Sancha. Come guida della nuova congregazione, madre Johanna Maria si occupa della stesura delle Regola. Conclude la sua missione in questo mondo il 16 gennaio 1916. Il 23 marzo 2003 viene beatificata da Giovanni Paolo II. La memoria liturgica si celebra il 16 gennaio.
A fianco delle giovani donne sfruttate
Dalla carrozza che la portava dalla casa in centro a Valenza alla casa sulla spiaggia, Johanna si accorge delle molte giovani donne che, provenienti dalla campagna, vagavano per la città in cerca di lavoro. I loro volti erano affaticati, stanchi. Quelle vite appena iniziate erano già preda del disincanto: senza istruzione, senza alloggio, venivano sfruttate come operaie dai nuovi imprenditori senza scrupoli della rivoluzione industriale. Con la sua intensa relazione con Dio, non fu difficile per Johanna sentire il grido di sofferenza che saliva a Dio da queste giovani donne sfruttate. E non perse un secondo di tempo: si sentì subito spinta ad aprire una casa per queste operaie dove, oltre un tetto e un pasto, avrebbero ricevuto amore e istruzione. Mossa da questo desiderio, all’età di 18 anni fece voto privato di castità.
Col sostegno del suo direttore spirituale, chiese al Vescovo di dare vita ad un istituto religioso per poter aprire la casa per queste ragazze, ma il vescovo la reputava troppo giovane per un tale progetto. Nel 1884 le disse: «Grande è la tua fede e la tua costanza. Vai ed apri un asilo per queste operaie per le quali con tanta sollecitudine ti interessi e per le quali il tuo cuore sente tanto affetto». La casa rispondeva efficacemente ai bisogni delle operaie e così furono aperte altre case in diverse zone industrializzate. Johanna visse sull’esempio di Maria, donandosi incondizionatamente alla volontà di Dio, facendo sue le parole di Maria all’annuncio dell’angelo: «Eccomi sono l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1,38), parole che usò per dare nome e significato alla congregazione da lei fondata: le Ancelle di Maria Immacolata. Johanna ha saputo incarnare nella propria vita la fede, rispondendo con la condivisione ad un chiaro bisogno della situazione storica nella quale stava vivendo. Impariamo da lei questa sapienza del cuore, questa capacità di incarnare la fede e la carità con passione e intraprendenza!