Nel mezzo della Settimana Laudato Si' – la settimana annuale di mobilitazione ispirata all'enciclica di Papa Francesco sulla cura del creato – oltre 130 organizzazioni cattoliche provenienti da 20 paesi dell'Unione europea hanno inviato a Bruxelles un appello urgente che unisce linguaggio teologico e richieste di politica fiscale concreta. Il documento, intitolato "Europa, sii fedele alla nostra casa comune", chiede all'Ue di introdurre una tassa permanente sugli utili delle aziende del settore fossile e di accelerare in modo vincolante la fase di uscita dai combustibili inquinanti.
L'iniziativa è promossa dal Movimento Laudato Si' e raccoglie firmatari che rappresentano, complessivamente, oltre 600.000 religiose e religiosi. Tra le organizzazioni italiane figurano ACLI, AGESCI, Azione Cattolica Italiana, FOCSIV, Pax Christi Italia, Fondazione Lanza, la Comunità Papa Giovanni XXIII e diversi ordini religiosi, dalla Provincia euromediterranea della Compagnia di Gesù ai Missionari Monfortani.
Il testo non si limita all'appello morale. Le organizzazioni firmatarie formulano quattro richieste operative indirizzate ai leader dell'Ue: la fine immediata di ogni nuova esplorazione e autorizzazione per infrastrutture fossili; una tabella di marcia europea vincolante per eliminare gradualmente il carbone entro il 2030, il gas entro il 2035 e il petrolio entro il 2040; l'eliminazione dei sussidi pubblici ai combustibili fossili accompagnata dall'introduzione di una tassa permanente sugli extraprofitti del settore, con i proventi destinati alla transizione energetica e alla tutela delle famiglie vulnerabili; e infine il finanziamento di una transizione socialmente giusta nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell'Ue.
La preoccupazione che attraversa il documento riguarda la direzione attuale della politica europea. I firmatari esprimono allarme per l'orientamento del pacchetto legislativo "Omnibus", accusandolo di aver rallentato gli impegni sul clima, aumentato la dipendenza dai fossili e indebolito le norme in materia di due diligence e tutele ambientali. «Troppo spesso - si legge nell'appello - la "semplificazione" ha portato alla deregolamentazione». L'Europa, avvertono le organizzazioni, si trova di fronte a una scelta cruciale: guidare l'eliminazione graduale dei combustibili fossili oppure schierarsi con le aziende più inquinanti, che secondo i dati Carbon Majors del 2026 sono responsabili di oltre la metà delle emissioni globali di CO2.
Il documento richiama esplicitamente il magistero di Papa Leone XIV, che nel suo videomessaggio alla COP30 di novembre 2025 aveva detto: «Per le comunità vulnerabili, il cambiamento climatico non è una minaccia lontana, e ignorare queste persone significa negare la nostra comune umanità». L'appello si inserisce nella continuità di Laudato Si' (2015) e del recente Manifesto delle Chiese del Sud del Mondo, siglato nel marzo 2026, costruendo un fronte ecumenico e intergeografico sulla questione fossile.
Significativo è anche il richiamo alla dimensione fiscale internazionale: le organizzazioni chiedono che i proventi della tassa sugli extraprofitti fossili finanzino anche la cancellazione dei debiti insostenibili dei paesi del Sud del Mondo e il sostegno ai negoziati della Convenzione Fiscale delle Nazioni Unite. La tassazione delle rendite fossili viene presentata non come misura punitiva, ma come strumento redistributivo per finanziare la giustizia climatica globale.
L'appello arriva in un momento in cui il dibattito europeo sugli extraprofitti energetici è tutt'altro che chiuso. La tassa temporanea sui profitti delle aziende energetiche introdotta dall'Ue nel 2022, in risposta agli effetti della guerra in Ucraina sui prezzi del gas, non è mai diventata strutturale. Le organizzazioni cattoliche chiedono ora che quella misura d'emergenza diventi un meccanismo permanente, ancorato a una logica di giustizia climatica piuttosto che di gestione congiunturale.
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