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27 Agosto 2026

Dal trauma dell'aborto si può rinascere

Dal trauma dell'aborto si può rinascere
Lunedì 24 agosto al meeting di Rimini presentazione del libro "Tu sei qui" della rete "Ti racconto l'aborto". La testimonianza di chi ha partecipato.

Lunedì 24 agosto al Meeting di Rimini un pomeriggio interessante, coinvolgente e a tratti commovente, dove si è testimoniato l’Amore più grande: quello per la Vita.
Anna e Carola, che fanno parte della Rete “Ti racconto l’aborto” hanno presentato il loro nuovo libro dal titolo "Tu sei qui. Dove porta una ferita d’amore".

Una rete per una nuova narrazione sull'aborto

La Rete, nata nel 2003, è una associazione aconfessionale e apartitica di donne e uomini che hanno vissuto sulla propria pelle l’aborto, portano le loro testimonianze sul dolore vissuto in seguito a quell’atto e sulla rinascita che ne è derivata dopo diversi percorsi di riconciliazione con se stesse e il proprio bambino. Obiettivo della rete è portare una nuova narrazione sul tema, ma anche portare speranza e incoraggiamento a chi è rimasto segnato.

Le testimonianze

Anna ci ha raccontato che per decenni non ha ricordato l’esperienza vissuta, il trauma. Poi col tempo è emerso e si sono succeduti momenti difficilissimi, solo grazie a un percorso è riuscita a ricordare, inizia a scoprire la fede e inizia il suo percorso di riconciliazione e perdono. Carola invece, non ci ha raccontato la sua storia, ma ci ha raccontato come è arrivata a scrivere il libro: pensava di essere sola in questa vicenda invece si è accorta che c’erano tantissime mamme che avevano vissuto la sua stessa esperienza. Diversamente da Anna ha metabolizzato presto l’accaduto in quanto è rimasta di nuovo incinta, ma solo più avanti negli anni è riuscita a perdonarsi, a prendere consapevolezza, grazie a un percorso di fede e ha compreso che la sua storia poteva essere messa a servizio di altre donne in modo che nessun’altra donna dovesse soffrire quello che aveva sofferto lei.

Non solo donne

È stata letta anche la testimonianza di uomo, Pietro (nome di fantasia), per portare la voce degli uomini non ascoltati, messi da parte e senza voce: mostra con essa che l’aborto non è una questione solo femminile, ma è una responsabilità condivisa, e che va costruito un nuovo patto tra uomo e donna.
Le testimonianze invitano a leggere il libro, ad entrare nelle storie per comprendere la complessità della realtà, per averne una nuova visione, una nuova luce.
È possibile contattare chi ha condiviso la propria storia tramite il sito dell’Associazione “Ti racconto l’aborto”.

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