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27 Maggio 2020

Europa più attenta all'ambiente? L'UE lo chiede ai cittadini

Scade il 23 giugno la possibilità per i cittadini europei di esprimere la propria opinione sul "Piano degli obiettivi climatici 2030". Ecco come partecipare alla consultazione.
Foto di Michela Zamboni
Il Green Deal europeo punta a far diventare L'Europa il primo continente a impatto climatico zero. Per raggiungere l'obiettivo l'UE chiede un parere ai propri cittadini. Possono partecipare alla consultazione singoli e organizzazioni.
I dati più recenti dell’Eurobarometro registrano che il 93% dei cittadini dell'UE considera i cambiamenti climatici un problema grave e una maggioranza significativa vorrebbe interventi più incisivi in materia di cambiamenti climatici. 
Proprio per questo la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica e popolare online che scadrà il prossimo 23 giugno 2020, per raccogliere opinioni e per suscitare un dibattito democratico rispetto all'ambizione climatica dell’Europa 2030 e su quello che dovrà essere il futuro dell'Unione secondo i cittadini. 
Si tratta di uno strumento partecipativo importante dove si invitano cittadini singoli e organizzazioni ad offrire un contributo responsabile sulle scelte comuni rispondendo ad un questionario.

Il Green Deal europeo

A causa dell'urgenza dei cambiamenti climatici e delle sfide ecologiche ad essi correlate, la Commissione europea ha proposto a dicembre del 2019 il cosiddetto Green Deal, un nuovo corso verde delle politiche europee con  un elenco di proposte per attuarlo che mira, tra l'altro, ad allineare tutte le politiche dell'UE con l'obiettivo della neutralità climatica nel 2050. 
Sulla base della legislazione esistente a orizzonte 2030, entro giugno 2021 la Commissione riesaminerà e proporrà di rivedere, ove necessario, la legislazione principale (direttive) in materia di clima e di energia, trasporti ed emissioni. La consultazione pubblica servirà per contribuire all’orientamento agli organi legislativi europei in  queste future scelte e tutte le risposte al questionario, così come eventuali altri documenti di sintesi programmatici caricati, saranno pubblicati online.

Come partecipare alla consultazione europea sulle politiche ambientali

Ogni cittadino europeo singolarmente e ogni genere di organizzazione, associazione e/o ente può prendere parte alla consultazione e compilare il relativo questionariocon la possibilità di allegare anche ampia documentazione propria.
Per motivi di trasparenza, e solo se si risponde a nome di un'organizzazione, qualora non lo si avesse già fatto, si richiede l’iscrizione nel registro dei rappresentanti di interessi. L'iscrizione implica l'accettazione del relativo codice di condotta.  In ogni caso anche se non si desidera iscriversi nel registro, il  contributo sarà trattato e pubblicato insieme a quelli ricevuti dai singoli cittadini.
La partecipazione è davvero semplice: si tratta di rispondere online a delle domande con risposte a scelta tra quelle proposte e/o libere, suddivise in varie sezioni tematiche. La prima parte del questionario riguarda il potenziale offerto dal settore energetico e da altri settori per ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, gli strumenti e le azioni per conseguire la riduzione, le condizioni necessarie per promuovere le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra. 
La  seconda parte, più tecnica, è sull'elaborazione di politiche specifiche in materia di clima ed energia e sulla sensibilizzazione dei paesi terzi ai cambiamenti climatici. 

Il valore partecipativo alle politiche EU

La Commissione europea chiede regolarmente il parere dei cittadini e dei gruppi interessati quando elabora le politiche e legislazioni dell'UE.
È uno strumento partecipativo attraverso il quale ogni cittadino può esprimere il suo parere sul campo di applicazione, le priorità e il valore delle nuove iniziative proposte dall'UE o esprimere valutazioni di politiche e norme vigenti. 
Nell’ambito del processo legislativo, la Commissione consulta i cittadini attraverso queste consultazioni pubbliche, che consentono a individui, imprese e associazioni di fornire indicazioni utili basate sulle loro conoscenze ed esperienze. 
Per far sentire la propria voce di cittadino UE non è dunque necessario sempre attendere le elezioni europee, o raccogliere firme per un’iniziativa legislativa popolare, ma si può incidere sul processo decisionale anche con questo strumento che spesso non è ancora pienamente utilizzato.