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9 Luglio 2026

Come non farsi travolgere dalle emozioni? Vivendo il presente

Come non farsi travolgere dalle emozioni? Vivendo il presente
Foto di Foto di giselaatje da Pixabay
«Il passato è storia, il futuro è mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente». Nel film Kung Fu Panda la saggia tartaruga Oogway consegna a Po questa potente riflessione.

S. ha quattordici anni e prima di una verifica si sente molto agitata: il cuore batte forte e i pensieri corrono veloci. Un insegnante la invita a fermarsi un momento ed a portare l’attenzione al respiro. Dopo alcuni istanti sente il corpo calmarsi, riesce a riconoscere l’emozione che sta provando, scopre che può sostare con ciò che sente, senza esserne travolta.

La capacità di sostare

In una società caratterizzata da velocità e iperconnessione, molti ragazzi faticano a fermarsi, ascoltarsi e riconoscere ciò che accade dentro di loro. Insegnare a sostare nel momento presente significa offrire strumenti per sentire il proprio corpo, riconoscere le emozioni e accogliere i propri stati interiori con maggiore consapevolezza. È la capacità di so-stare, cioè fermarsi con ciò che c’è, senza doverlo immediatamente cambiare o controllare. Questa attitudine aiuta i ragazzi a sviluppare maggiore stabilità emotiva e una migliore capacità di autoregolazione. Quando bambini e adolescenti imparano ad ascoltare il respiro, a percepire le sensazioni del corpo e a riconoscere le emozioni che emergono, sviluppano una maggiore capacità di comprensione di sé e di gestione delle proprie reazioni. Il corpo diventa così una bussola preziosa che orienta nella complessità dell’esperienza quotidiana (Kabat-Zinn, 1994).

Presenza e consapevolezza

Un passaggio fondamentale è sviluppare la capacità di diventare osservatori consapevoli di ciò che accade dentro di noi e attorno a noi. Significa imparare a riconoscere pensieri, emozioni e sensazioni senza giudicarli o respingerli. Questo atteggiamento permette di ampliare lo sguardo sulla propria esperienza e di incontrarla con maggiore consapevolezza.
Educare alla presenza e alla consapevolezza significa aiutare bambini e adolescenti a creare dentro di sé uno spazio di ascolto e accoglienza. Quando sviluppano questa capacità imparano gradualmente a riconoscere ciò che provano, a stare con le emozioni più difficili e a scoprire le proprie risorse. Il momento presente diventa così un luogo vivo in cui incontrare se stessi e il mondo con maggiore apertura, curiosità e fiducia. 

L’equanimità

Nelle tradizioni contemplative orientali si chiama equanimità: è una mente libera dal bisogno di inseguire solo esperienze piacevoli o di evitare rigidamente il dolore, capace di accogliere ciò che accade con maggiore stabilità e apertura (Nhat Hanh, 2015). Questo atteggiamento permette di guardare alla realtà con più serenità, riconoscendo in noi stessi e negli altri sia i limiti sia le risorse. In questo modo si sviluppano maggiore gentilezza verso se stessi ed empatia e compassione nelle relazioni con gli altri (Bertetti, 2020).

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