Le nuove Indicazioni Nazionali ridisegnano lezioni, obiettivi e metodi di insegnamento. Ecco i principali cambiamenti nelle discipline delle scuole del primo ciclo d'istruzione.
A marzo 2026, le scuole italiane dell’infanzia e del primo ciclo hanno ricevuto la
Circolare n. 1312, con cui sono state trasmesse le nuove
Indicazioni Nazionali (IN). Il documento, adottato con il
D.M. 221/2025 ed entrato in vigore l’11 febbraio 2026, sostituisce completamente le IN del 2012 e sarà applicato gradualmente a partire dall’anno scolastico 2026-2027.
Le nuove IN 2026-2027 sono un documento tecnico che definisce le linee guida nazionali per l’educazione scolastica, promuovendo un
rinnovamento delle modalità di apprendimento. Sono vincolanti le competenze attese, gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento, mentre strategie, tempi e approcci restano a discrezione di insegnanti e scuole.
Un elemento centrale riguarda la
valorizzazione delle conoscenze disciplinari: seppur non vincolanti, guidano la costruzione dei curricoli verticali e l’apprendimento delle competenze. Le indicazioni influenzano anche la
scelta dei libri di testo, come stabilito dall’articolo 3 del D.M. 221/2025: «L’editoria scolastica adegua i contenuti dei libri di testo destinati alle scuole del primo ciclo alle Indicazioni nazionali».
Con l’entrata in vigore delle Indicazioni Nazionali,
il dibattito si è subito acceso. Tra docenti, dirigenti e specialisti del settore educativo, si discute non solo su come applicare concretamente le novità, ma anche su quali implicazioni avranno i nuovi metodi di insegnamento e
quale idea di scuola guiderà il futuro degli studenti. Di seguito, andiamo ad elencare alcuni tra
i principali cambiamenti all’interno delle discipline scolastiche per il primo ciclo di istruzione.
Lingua e letteratura italiana
La lingua italiana, come fondamento della comunicazione, è descritta come «una forma di rispetto per gli altri: dunque anche come un
dovere sociale». Dal punto di vista didattico, viene data importanza alla scrittura in
corsivo e alla capacità di
riassumere i testi; per la scuola di I° grado, invece, troverà spazio l’educazione
all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale (ad esempio, distinguere le fonti affidabili da quelle non affidabili).
LEL, Latino per l'educazione linguistica
Nella scuola di I° grado, viene
introdotto lo studio del latino: non si tratta di un insegnamento del latino formale, come avviene al liceo, ma di un’educazione linguistica volta a valorizzare
il legame con la lingua italiana e le origini delle lingue europee. Le competenze attese, tuttavia, sono molto ampie, seppur l’insegnamento sia facoltativo per l’alunno e ristretto a un’ora a settimana.
Storia
La disciplina sottoposta a
cambiamenti più significativi è Storia. Nella scuola primaria, le IN consigliano di non terminare il programma con la caduta dell’Impero Romano, ma di proseguire con circa 700 anni, comprendendo la storia dell’espansione dell’Islam. Allo stesso tempo, nella scuola di I° grado è prevista
un’attenzione rilevante sul Risorgimento e sull’origine dell’Italia, a discapito del periodo medievale. In generale, le conoscenze consigliate pongono un
focus sulla storia delle civiltà europee e mediterranee, prediligendo l’approfondimento delle origini dell’Occidente. Ad esempio, le civiltà dell’Asia non compaiono più tra i contenuti principali e vengono limitate a un ruolo secondario, perdendo l’approccio più globale delle IN 2012. Alcune osservazioni critiche (tra cui quella dell’associazione ANP) riportano una valorizzazione della narrazione rispetto alla centralità delle fonti, con uno sguardo fortemente nazionale ed europeo.
«Nella scuola primaria sembra poi necessario che l'insegnamento abbia al centro le origini della civiltà occidentale, su cui si fonda anche la nostra storia nazionale e la nostra identità» DECRETO 9 dicembre 2025, n. 221
Geografia
Anche nella disciplina geografica,
il focus eurocentrico è espresso chiaramente e ne viene sottolineata l’importanza identitaria. Viene anche sottolineata l’importanza della
responsabilità ambientale e degli
strumenti digitali (mappe interattive, GIS) nell’insegnamento della disciplina.
«Non si può essere, infatti, cittadini consapevoli se non si sanno collocare appropriatamente i luoghi della propria identità, a scala locale e globale, nello spazio fisico e sociale, a cominciare dal proprio comune, regione e dai principali riferimenti geografici dell'Italia e dell'Europa.» DECRETO 9 dicembre 2025, n. 221
Lingue straniere
L’approccio internazionale resta presente attraverso l’insegnamento delle lingue straniere. L’insegnamento è impostato in
riferimento al QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue). In questo contesto, la lingua viene trattata soprattutto come strumento di comunicazione, più che come occasione di incontro culturale.
Matematica
All’interno della disciplina matematica della scuola primaria e di I° grado viene inserita
l’informatica, il cui insegnamento per la scuola di I° grado sarà condiviso con il docente di tecnologia. L’inserimento mira a «un
utilizzo sicuro e responsabile della relativa tecnologia» (DECRETO 9 dicembre 2025, n. 221), compresi i sistemi di intelligenza artificiale, in un contesto storico in cui lo sviluppo della tecnologia è sempre più centrale nella quotidianità delle persone, compresi i giovanissimi, nell’ambito personale e professionale. In generale,
l’utilizzo degli strumenti tecnologici viene integrato in modo graduale ma consistente in tutte le discipline, proponendone un utilizzo consapevole e funzionale. Con l’obiettivo di «colmare il divario conoscitivo ed esperienziale che spesso segna la realtà socio-economica dei giovani», viene introdotta all’interno della disciplina matematica anche
l’educazione finanziaria, posta come obiettivo dell’educazione civica.
Cittadinanza e Costituzione
La disciplina viene chiamata Insegnamento trasversale all’educazione civica e continua a essere un
insegnamento trasversale, assicurato «nei modi previsti della legge 20 agosto 2019, n. 92» e dalle Linee guida del D.M. n. 183 del 7 settembre 2024. Alcune critiche (come la casa editrice Erikson) notano
che non è presente un paragrafo dedicato, come consigliato in fase di bozza dal CSPI.
Nella scuola primaria, l’insegnamento della Costituzione e della vita pubblica italiana resta competenza dell’insegnante di Storia. Leggendo le competenze attese alla fine del primo ciclo scolastico, si può notare che in merito alla Costituzione – nel paragrafo delle competenze in materia di cittadinanza – viene solo specificato «Rispettare le autorità istituzionali riconosciute dalla Costituzione»
e manca un approccio più globale che responsabilizzi ad un’appartenenza più cosmopolita.
D’altra parte, valori come educazione finanziaria, rispetto del pianeta, rispetto della persona, fanno tutti riferimento all’insegnamento dell’educazione civica in modo trasversale, cioè inserito all’interno delle altre discipline. Viene dato
molto spazio al rispetto della persona e della differenza di genere: «[…] un’educazione finalizzata al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze di ciascuno […] in particolare sul rispetto verso la donna e la costruzione di relazioni corrette. È altresì importante promuovere la prevenzione e il contrasto di ogni forma di violenza di genere. Questo tipo di educazione è qualcosa di più dell'alfabetizzazione emozionale: allena bambine e bambini a 'capirsi' nella complementarità delle rispettive differenze» (DECRETO 9 dicembre 2025, n. 221).