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18 Agosto 2020

Le auto elettriche sono davvero green?

Una mobilità sostenibile, che dia la possibilità di tagliare la propria dipendenza energetica dai combustibili fossili. Ma quanta CO2 si emette per viaggiare a elettricità?
Foto di Marylin Murphy
Green… siamo certi che sia sempre giusto per tutti?
Andiamo dentro l’auto elettrica, che per noi significa mobilità sostenibile, possibilità di ridurre le emissioni di CO2, tagliare la propria dipendenza energetica dai combustibili fossili, fare una scelta sostenibile per l’ambiente. Vi siete mai chiesti come sono prodotte batterie così performanti?
Per avere più autonomia, per funzionare con un’efficienza così alta, le auto elettriche si affidano a batterie sempre più grandi, prodotte quindi con un maggiore impatto ambientale e soprattutto hanno bisogno di una decina di minerali più o meno rari, che si trovano in Paesi poveri o politicamente instabili e nei quali dell’attività estrattiva non ne giova propriamente la popolazione locale.
Vi ricordate quando abbiamo scritto di smartphone e di coltan, della guerra nella Repubblica Democratica del Congo? La questione è la stessa. Il Congo ha riserve ragguardevoli anche di oro, rame e cobalto e il conflitto è sempre acceso; anche in Colombia e in Myanmar la guerriglia si finanzia trafugando stagno, oro e tungsteno.
Vorremmo raccontare anche un po’ del litio, che è l’altro materiale cruciale per la produzione di batterie ricaricabili. Abbiamo scoperto che il 40% delle riserve mondiali stimate di litio si trova nel deserto di Atacama, nel nord del Cile, il deserto più arido del mondo, con un ecosistema unico e molto fragile e che si ottiene attraverso un processo di evaporazione dell’acqua, già di per sé, molto scarsa nel salar.
Le comunità native, minacciate da questo uso sconsiderato di acqua, hanno reagito a questa ingiustizia e nel dicembre 2019 alcuni rappresentanti hanno percorso a piedi 350 chilometri nel deserto, fino alla città di Antofagasta, per spingere le autorità a non ampliare ulteriormente l’attività estrattiva. È stato un lungo cammino che però ha portato buoni risultati: il tribunale per l’ambiente ha accolto la denuncia presentata dalle comunità indigene contro la SQM, la Società Chimica e Mineraria del Cile, condannandola a rivedere tutti i parametri di sostenibilità ambientali.

Campagna Minerali Insanguinati

La questione delle batterie, sia a livello di produzione che per quanto riguarda l’energia necessaria alla loro ricarica, è molto seria e va approfondita a livello tecnico e scientifico, in uno spazio sicuramente più adeguato di questo e con competenze diverse dalle nostre.
Vi possiamo solo proporre qualche spunto di riflessione: è ancora in corso la Campagna Minerali Insanguinati, sui quali anche l’Unione Europea ha deciso di dotarsi di una normativa che introduce la tracciabilità obbligatoria per i minerali provenienti da aree interessate da guerre.
Oltre la guerra, l’impatto ambientale e sociale dell’estrazione di questi minerali è enorme, perché si producono polveri inquinanti, si impoveriscono le regioni dal punto di vista idrico (come nel caso del litio) e si fa abbondante uso di manodopera minorile.
Queste sostanze si estraggono e si lavorano con procedimenti multifase che consumano un’enorme quantità di energia. Energia che serve, in grande quantità, anche per ricaricare le batterie, non sempre prodotta da fonti rinnovabili. Quanta CO2 si emette per viaggiare green?