A Tirana, Albania, le persone con fragilità mentali vengono amate per quello che sono. Accompagnate in percorsi di crescita e autonomia, mostrano la loro ricchezza e tornano a guardare al futuro con speranza.
«Non mi piace il buio, non voglio il buio, ma la luce che cerco quando vado a passeggiare sperando di trovare spazi e orizzonti più ampi.»
Questo pensiero bello, limpido e puro, è emerso durante un laboratorio di teatro per persone con fragilità di salute mentale e disagio psicosociale realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania. Donne e uomini spesso lasciati ai margini, rimasti soli e costretti a vivere in strada, ma che continuano ad avere sogni e desideri come tutti. Marcello Requirez
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
Nei suoi 12 anni a Tirana, Marcello Requirez ne ha incontrati tanti alla Capanna di Betlemme, casa di accoglienza per i senza fissa dimora della città.
«All’inizio pensavamo che il problema principale fosse la mancanza di una casa – racconta –, poi ci siamo accorti che la maggior parte delle persone che bussavano alla nostra porta soffriva di patologie psichiatriche. Avevano bisogno di cure, relazioni e percorsi di crescita personali. Di qualcuno che le vedesse nella loro unicità, al di là della malattia.»
La Capanna si è così trasformata in una fucina di sogni: un luogo che non si limita ad accogliere nell’emergenza, ma che accompagna in progetti di autonomia e verso una vita libera e dignitosa.
Negli anni, grazie al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è stato possibile avviare altri interventi innovativi nel territorio di Tirana: il centro diurno di riabilitazione psichiatrica “Frederik Prenga”, due appartamenti in cui piccoli gruppi sperimentano l’indipendenza con il supporto di un educatore e la fattoria didattica “Da Sandra”, uno spazio di apprendimento e inclusione aperto anche a famiglie e scuole.
«Siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo costruito e del cammino fatto nell’ambito dell’inclusione – conclude Marcello –. Oggi, grazie a un programma di lavoro protetto, diversi ragazzi con fragilità hanno un impiego nella nostra fattoria con una borsa lavoro. Fanno pet therapy con asini e cavalli e coltivano l’orto. In questo spazio le etichette cadono e nel lavoro della terra si respira il profumo di speranza e dignità.»
Chi è Marcello Requirez
Marcello Requirez nasce a Palermo nel 1981. Dopo l’università e un master in psicologia, nel 2009 fa il servizio civile con APG23 in Albania. Trascorre poi 4 anni con Operazione Colomba. Nel 2014 diventa membro di Comunità ed emette i vincoli definitivi. Oggi coordina le realtà per senza fissa dimora e persone con fragilità di salute mentale e disagio psicosociale di Tirana.
Sosteniamo il riscatto di Mariglen in Albania
Mariglen ha 40 anni e soffre di schizofrenia. Da bambino emigra con il padre in Germania e in gioventù entra nel tunnel della droga. Dopo la morte del padre, anni di carcere e ricoveri psichiatrici, viene espulso e rimpatriato in Albania. Prova senza successo a contattare la madre e così finisce in strada. Qui incontra gli operatori della Comunità. Viene accolto nella Capanna di Betlemme, frequenta il centro “Frederik Prenga” e ottiene una borsa lavoro per la fattoria “Da Sandra”. Per un anno sperimenta la vita autonoma in un appartamento protetto. Poi è costretto a tornare alla Capanna perché il suo compenso non è sufficiente per pagare l’affitto di una casa.
Oggi Mariglen sogna un posto tutto suo in cui mettersi alla prova.
Ecco perché chiediamo il vostro aiuto per sostenerlo nell’avvio di questa avventura. Per maggiori informazioni potete scrivere a sostenitori@apg23.org.