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29 Maggio 2021
Ultima modifica: 30 Maggio 2021 ore 10:27

Paolo VI: un papa da riscoprire

Il 29 maggio si ricorda il papa che ha attraversato il '68
La Messa alle acciaierie, la tiara papale venduta per aiutare i bisognosi, la fine dei corpi armati pontifici. Montini: un papa che è riuscito ad essere alternativo, pur rimanendo fedele alla dottrina.
La Chiesa in uscita di Papa Francesco, la Chiesa sinodale, quella del camminare insieme, la Chiesa che scruta i segni dei tempi senza falsi ottimismi ma senza arroccarsi, più compagna di viaggio che fredda precettrice, ha in sé tanto di Paolo VI. Infatti tra gli ispiratori di Bergoglio c'è sicuramente questo suo predecessore e Papa Francesco non ne fa mistero.
Paolo VI è stato un pontefice sempre lucido e al passo coi tempi, ma timido e riservato, senza particolare capacità di presa sulle masse.
Egli fece in modo che col Concilio Vaticano II, che portò avanti dopo la morte di Giovanni XXIII e che si concluse l’8 dicembre del 1965, si coniugasse la fedeltà alla tradizione con il rinnovamento. Chiudendo il Concilio vaticano II, parlò di una Chiesa più incline a «incoraggianti rimedi» che a «deprimenti diagnosi», a «messaggi di fiducia» che a «funesti presagi». 
Aperto alle novità e alle sollecitazioni del Novecento, fu uomo del dialogo e del confronto.

Paolo VI: un papa attento al sociale

Figlio di un esponente di primo piano del cattolicesimo sociale e politico italiano, nacque a Concesio, in provincia e diocesi di Brescia, il 26 settembre 1897 col nome di Giovanni Battista Montini. Per anni si trovò al cuore della diplomazia vaticana, collaborando sia con Pio XI che con Pio XII.
Montini col passare degli anni finì con l’infastidire gli ambienti curiali più conservatori per il suo attivismo in campo sociale, che lo faceva apparire come uno spericolato “progressista”, tant’è che nel 1954 si adottò nei suoi confronti la tattica del “sia promosso affinché sia rimosso”, facendolo nominare arcivescovo di Milano.
Venne definito «arcivescovo dei lavoratori», perché molto vicino alle vicissitudini del mondo del lavoro.
Eletto Papa il 21 giugno 1963, attuò importantissime riforme nella Chiesa, che voleva più conforme al Vangelo ed efficace nell'evangelizzazione.

I viaggi apostolici di Paolo VI

Fu il primo Papa del Novecento a varcare i confini italiani compiendo 9 viaggi apostolici.
Si recò in Terra Santa, incontrando Atenagora I, patriarca della Chiesa ortodossa, e segnando un riavvicinamento tra il cristianesimo ortodosso e il cattolicesimo
Nel 1964 rinunciò all'uso della tiara papale, mettendola in vendita per aiutare, con il ricavato, i più bisognosi.
Nel 1968 indisse la prima Giornata Mondiale della Pace, fissandola al 1° gennaio.
La notte di Natale del 1968 si recò a Taranto e celebrò la messa di mezzanotte nelle acciaierie dell'Italsider.
Nel 1970, con una decisione senza precedenti, dichiarò dottori della Chiesa due donne, santa Teresa d’Ávila e santa Caterina da Siena. Sciolse i Corpi armati pontifici, eccetto la Guardia Svizzera.
Mentre in Italia venivano approvate le leggi sul divorzio e sulla legalizzazione dell'aborto parlò moltissime volte in favore della famiglia e della vita nascente.
Affrontò il Sessantotto e i primi effetti della secolarizzazione con encicliche fondamentali per la vita e la dottrina della Chiesa. 
Morì nella residenza pontificia di Castel Gandolfo la sera del 6 agosto 1978, festa della Trasfigurazione. 
La sua memoria liturgica ricorre il 29 maggio, data della sua ordinazione presbiterale nel 1920.
Come ha detto Papa Francesco nell’omelia della canonizzazione, avvenuta il 14 ottobre 2018, 
Paolo VI è stato profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri.