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21 Aprile 2026
Ultima modifica: 21 Aprile 2026 ore 09:08

Papa Francesco un anno dopo. Il rilancio di Leone XIV

Papa Francesco un anno dopo. Il rilancio di Leone XIV
Foto di ANSA
Il 21 aprile 2025 si spegneva papa Francesco ma le sue parole restano attualissime. Leone XIV raccoglie l'impegno per la pace e rilancia la prima "esortazione apostolica" di Francesco come documento di lavoro per rinnovare la Chiesa.
Quale elemento di continuità c’è fra Leone XIV e papa Francesco, di cui il 21 aprile ricorre il primo anniversario dalla morte? Da un certo punto di vista la risposta è semplice: uno straordinario impegno per la pace.
Francesco è stato il papa che ha inventato la fortuna espressione della “terza guerra mondiale a pezzi”. Quando si sono manifestati focolai di guerra è subito intervenuto: si pensi, fra i tanti conflitti, alla Siria e all’Ucraina. Più volte ha stigmatizzato la produzione di armi, premessa di un conseguente impegno bellico. Ha fatto capire ai singoli fedeli che la pace non la costruiscono esclusivamente i capi dei governi, anzi ciascuno, nella sua vita quotidiana, può essere un “artigiano della pace”. Ha invitato associazioni e movimenti ecclesiali a condividere con lui la profezia per la pace.

I chiarimenti di papa Leone dopo le accuse di Trump

Papa Leone XIV gli è succeduto sul trono di Pietro in un momento drammatico della vita mondiale. La terza guerra mondiale a pezzi si è manifestata con il suo reale volto globale. Le bombe che cadono sulle città dell’Iran non provocano lutti e dolori solo fra i civili sottomessi al regime islamico, ma provocano dolore sociale ed economico anche a casa nostra, nella nostra Italia che apparentemente non è in guerra.
Il pontefice non ha perso occasione per parlare chiaro, e le reazioni si sono viste, a partire da quelle scomposte e scriteriate del presidente degli Stati Uniti e del suo vice. Leone ha inaugurato anche un nuovo stile nella comunicazione, intervenendo per sconfessare la narrazione di una presunta polemica a distanza con Trump, precisando che a lui non interessa discutere con il presidente degli Stati Uniti sul piano politico, il suo mestiere è un altro, annunciare la pace, il giudizio sul mondo che nasce dalla fede in Cristo crocifisso e risorto.

Il mondo distrutto da una manciata di tiranni

Non per questo ha rinunciato a parlare chiaro, come quando ha denunciato che «Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali!». Nel mondo che brucia globalmente, da Gaza all’Iran, dall’Ucraina alle guerre civili in Africa che ha conosciuto direttamente, papa Lone XIV ha invitato a usare un’arma speciale, la stessa che indicava Francesco, la preghiera.

Il rilancio della Evangelii Gaudium di Francesco

Il magistero sulla pace è dunque un tratto di unione fra Francesco e Leone. Ma papa Prevost ha fatto ancor di più. Ha completato una esortazione apostolica abbozzata da Francesco (la Dilexit nos, sull’amore della Chiesa per i poveri) e l’ha completata rendendola più francescana di Francesco. Ed ha preso un documento di Francesco, non un qualsiasi documento fra gli altri, ma quello che era stato il manifesto introduttivo del pontificato del predecessore, la Evangelii Gaudium, e l’ha indicata come documento di lavoro per tutta la Chiesa nei prossimi anni. Leone evidentemente ritiene che i contenuti di quel documento non siano stati assorbiti dalla comunità ecclesiale come sarebbe stato necessario.

L’invito ai cardinali sulle parole di Francesco

L’importante passo papa Leone l’ha compiuto in una lettera inviata il 14 aprile scorso a tutti i cardinali in vista dello speciale Concistoro del 26-27 giugno. Qual è il contenuto che preme a Leone e che l’Envagelii Gaudium propone con chiarezza: «Una missione cristocentrica e kerigmatica, che nasce da un incontro con Cristo capace di trasformare la vita e che si diffonde per attrazione più che per conquista. È una missione integrale, che tiene insieme annuncio esplicito, testimonianza, impegno e dialogo, senza cedere alla tentazione del proselitismo né a una logica di semplice conservazione o espansione istituzionale. Anche quando si riconosce minoritaria, la Chiesa è chiamata a vivere senza complessi, come piccolo gregge portatore di speranza per tutti, ricordando che il fine della missione non è la propria sopravvivenza, ma la comunicazione dell’amore con cui Dio ama il mondo».

Evangelizzare per attrazione

C’è dunque uno stretto legame fra gli ultimi tre papi (Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV). Tre persone molto diverse fra loro ma unite nel pensare che l’evangelizzazione nel mondo attuale debba avvenire per attrazione.
È la vita cambiata dei cristiani che può suscitare negli altri la domanda su chi è Cristo. È Cristo che si manifesta nella vita dei suoi discepoli che può attrarre gli altri.
È questa la grande sfida del terzo millennio. Don Oreste Benzi avrebbe parlato di “trapianto di mondi vitali”, ma è la stessa cosa.

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