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24 Gennaio 2021
Ultima modifica: 25 Gennaio 2021 ore 09:04

San Francesco di Sales

«Voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore»
Il 24 gennaio si festeggia la memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e anche dei sordi.
Nasce il 21 agosto 1567 a Thorens, primogenito del signore di Boisy, antica e nobile famiglia di Savoia. Studia giurisprudenza a Padova, dove si laurea. Torna in patria e viene nominato avvocato del Senato di Chambéry.
Vince le resistenze del padre e segue la chiamata del Signore: il 18 dicembre 1593 viene ordinato sacerdote. Nel 1602, a 35 anni, diventa vescovo di Ginevra, città roccaforte del Calvinismo, e perciò dovette risiedere ad Annecy. Vero pastore di anime, ricondusse alla comunione cattolica moltissimi fratelli da essa separati. Alcuni suoi scritti, Introduzione alla vita devota e Trattato del divino amore, oltre alla fama di grande scrittore, gli valsero il titolo di dottore della Chiesa, conferito da Pio IX nel 1877.
Francesco conclude la sua vita terrena il 28 dicembre 1622 a Lione. Nel 1665 Papa Alessandro VII lo iscrive tra i santi. Pio XI lo proclama patrono della stampa e dei giornalisti nel 1923. La sua festa si celebra il 24 gennaio, data della traslazione della salma ad Annecy. 

Patrono dei giornalisti

Quando Francesco venne al mondo, suo padre lo sognava già prestigioso avvocato, ma lui rispose alla chiamata di Dio ad essere apostolo della verità e dell’amore. Appena diventato prete ricevette l’incarico di evangelizzare la regione di Chablais, occupata quasi totalmente dai protestanti. Dopo decenni di predicazione calvinista, Francesco venne accolto con insulti, imboscate, violenze fisiche, minacce di morte. Non essendo ascoltato scriveva le sue prediche in foglietti volanti (specie di volantini, di depliants) e li infilava sotto la porta delle case (questa forma di divulgazione gli meriterà il titolo di patrono dei giornalisti). In tal modo cessò l’ostilità, il pregiudizio e nacque la simpatia. Il suo amore a Dio, la sua semplicità e la sua dolcezza conquistarono i cuori e nello Chablais rifiorì la Chiesa Cattolica: 25mila persone tornarono al cattolicesimo!
Divenuto vescovo, chiese ai preti di indirizzare al suo confessionale persone colpite da malattie infettive o che suscitavano ribrezzo. Formava i preti e dava lezioni di catechismo ai bambini, passava ore a confessare, con una gioia in volto che conquistava. Visitò, una dietro l’altra, tutte le 450 parrocchie della sua diocesi. Dovunque predicava era ascoltatissimo: portava l’amore di Gesù per tutti, annunciando la verità nella sua totalità, senza sconti.

Patrono dei sordi 

L’incontro di Francesco con Martino, un sordomuto che chiedeva l’elemosina alla porta della chiesa dove egli si recava a predicare, segnò una svolta nel suo apostolato.
Non offrì qualche spicciolo sulla mano protesa di Martino, il sordomuto, ma lo prese per mano e se lo portò a casa, come figlio carissimo.
Da maestro si fece scolaro per imparare i gesti per comunicare; poi con amore e infinita pazienza iniziò a istruire Martino sulle verità della fede; sul suo volto per la prima volta si vide il sorriso dopo anni di solitudine, di incomprensione e di sofferenze.
Per questa sua capacità di mettersi in ascolto di chi non sentiva, Francesco di Sales è patrono dei sordi, oltre che dei giornalisti. 

Totalmente di Dio, pur vivendo nel mondo

In un’epoca che ancora considerava la santità riservata a chi viveva in monastero, rivolse alle anime che guidava un invito rivoluzionario: essere completamente di Dio vivendo in pienezza la presenza nel mondo e i compiti del proprio stato. L’influsso della sua vita e del suo insegnamento sull’Europa dell’epoca e dei secoli successivi è stato straordinario.
Quando aveva solo 22 anni, Francesco scrisse il suo orientamento fondamentale: «Ad imitazione del discepolo prediletto, Giovanni, starò sempre sul petto e sul cuore pieno di amore dell’amatissimo nostro Salvatore». In tutto ciò che ha detto e fatto ha saputo trasfondere quell’amore, imitando totalmente Gesù, mite e umile di cuore.