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29 Novembre 2026

San Giacomo di Sarug

Il 29 novembre la Chiesa ricorda il “Flauto dello Spirito Santo”
San Giacomo di Sarug
Venerato come santo da ortodossi, maroniti e cattolici, ha cantato l'amore di Dio con parole dolcissime
«La mia bocca proclami la tua lode» recita il Salmo 51 e Giacomo in tutta la vita ha fatto proprio questo: ha proclamato le lodi del Signore scrivendo lettere ed omelie fra cui un gran numero in versi, i “memre”. Giacomo è concordemente ritenuto uno dei più eleganti scrittori della letteratura siriaca, e con sant’Efrem il più grande poeta, sia per fecondità che per ispirazione. Dei suoi 763 poemi ne restano circa 250 che gli hanno meritato il titolo di “Arpa della Chiesa” e di “Flauto dello Spirito Santo”. Ha cantato la bellezza della rivelazione dell’amore infinitamente misericordioso di Dio Padre nell’incarnazione di Gesù, che l’ha fatto conoscere agli uomini nella sua vera e profonda realtà.

San Giacomo di Sarug: monaco e sacerdote

Nato nel 451 nel villaggio di Qurtam, sull’Eufrate, figlio di un sacerdote, Giacomo studiò nella famosa scuola teologica-esegetica di Edessa; a 22 anni era già monaco ed eremita. Divenuto sacerdote, fu ben presto nominato periodeuta (visitatore ecclesiastico) di Hawra, funzione cui si dedicò con grande zelo per tutta la Siria. Verso la fine della vita, nel 519, Giacomo divenne vescovo di Batnàn, città che al tempo degli Arabi fu chiamata Sarug. Attualmente si trova in Turchia presso il confine con la Siria, in questi ultimi tempi terra tribolata a causa della guerra.
Morì il 29 novembre 521 dopo solo due anni e mezzo di episcopato. Fu sepolto a Sarug, ma più tardi le sue spoglie furono portate nella chiesa siro-ortodossa di Santa Maria a Diyarbakır in Turchia dove sono venerate insieme a quelle dell’apostolo Tommaso.

Le preghiere di San Giacomo

Giacomo di Sarug è venerato come santo dalla Chiesa Ortodossa Siriaca, dalla Chiesa Maronita e dalla Chiesa Cattolica. Nel Martirologio romano al 29 novembre è scritto: «A Batnan nella provincia dell’Osroene, nell’odierna Turchia, san Giacomo, vescovo di Sarug, illuminò di purissima fede questa Chiesa con discorsi, omelie e traduzioni ed è venerato tra i Siri insieme a sant’Efrem come dottore e colonna della Chiesa».
Alla Vergine Maria sono dedicate un gran numero delle sue omelie, nelle quali esalta la santità di Maria e si intravvede già la dottrina dell’Immacolata Concezione. Ma Giacomo era consapevole che la bellezza di Dio e della conseguente santità di Maria non possono trovare parole adatte a descriverla, termini sufficienti per esprimerla. Attraverso l’amore Giacomo riusciva a mettersi a contatto con le meraviglie che sono in Dio e quindi era preso da profondo stupore che gli ispirava la forma poetica con cui scriveva. Possiamo gustare una delle sue preghiere:  
Figlio di Dio, nel tuo amore sei venuto tra noi a fare tutte le cose nuove.
Perché io parli del tuo amore a chi mi ascolta, donami il tuo amore.
Dio Altissimo, tu sei disceso dal cielo per abitare con noi peccatori.
Perché io racconti la bellezza del tuo amore, donami di salire dove tu abiti.
Nel tuo amore per noi, tu hai accettato con pazienza di essere inchiodato sulla Croce.
Perché io parli della tua bontà, fa' scorrere nelle mie vene sangue tuo che dona la vita.
Nel tuo amore bruciante, permetti che la mia bocca annunci con forza la tua buona notizia.
Donami di cantare a piena voce la tua gloria tra le genti di questa terra.
 

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