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4 Dicembre 2019

San Giovanni Calabria, il prete degli abbandonati

Fondò la Casa dei buoni Fanciulli, dove trovarono ospitalità i ragazzi abbandonati di Verona. Viene ricordato il 4 dicembre
«Per me non c'è altro che Dio e non voglio altro che Dio»
Giovanni nacque a Verona l’8 ottobre 1873. Orfano di padre a 12 anni, trascorse l’infanzia e l’adolescenza in estrema povertà. Nel 1901 fu ordinato sacerdote e assegnato ad una parrocchia di Verona. Nel 1907 iniziò la sua “Opera” fondando la “Casa dei Buoni Fanciulli” dove trovavano ospitalità ragazzi abbandonati. Con essi arrivarono anche i collaboratori di don Giovanni e nel 1932 venne approvata la Congregazione Poveri Servi della Divina Provvidenza, con sacerdoti e fratelli laici, affiancata più tardi dalla comunità femminile delle Piccole Serve. Fondò anche la “Famiglia dei fratelli esterni”, cioè laici che, nelle loro famiglie e nell’ambito della loro professione, vivessero lo spirito di abbandono e di carità della Congregazione. Dopo 6 anni di sofferenze morì il 4 dicembre 1954. 

Le congregazioni da lui fondate ora sono in 13 Paesi

Quando Giovanni diventò prete la miseria era diffusa e i ragazzini costituivano l’anello più debole e trascurato della catena sociale. Erano abbandonati a se stessi e bisognava fare qualcosa per loro. Prima di tutto Giovanni aprì la propria casa, per poi trovarne una di più grande. Desiderava raccogliere i ragazzi bisognosi, i vecchi, gli ammalati, senza lasciarsi impensierire dalle difficoltà economiche. Diceva, infatti, che lo scopo dell’Opera da lui fondata era quello di «mostrare al mondo che la divina Provvidenza esiste, che Dio non è straniero, ma che è Padre e pensa a noi, a patto che noi pensiamo a Lui e facciamo la nostra parte». Aiutava ed accoglieva sacerdoti in difficoltà, carcerati, e riceveva molte persone in cerca di conforto, di consiglio, e con le quali manteneva una vasta corrispondenza. Restò quasi sempre nella sua casa a Verona ma da lì allargò i suoi orizzonti a tutta la Chiesa.
Divenne voce profetica gridando a tutti che il mondo si può salvare solo ritornando a Cristo e al suo vangelo e che in questo radicale e profondo rinnovamento spirituale del mondo occorreva coinvolgere anche i laici. Il concilio Vaticano II era ancora lontano ma lui ne fu un anticipatore. Venne ritenuto quasi un sovversivo con la sua idea di fondare una congregazione di sacerdoti e fratelli laici, con parità giuridica, con uguali diritti e obblighi. Fu un precursore dell’ecumenismo avvicinandosi ai “fratelli separati” tramite un piccolo opuscolo che fece spedire, oltre che ai protestanti, alle Chiese orientali e ai fratelli anglicani. Per questa sua grande operosità subì invidie e ispezioni canoniche, che non trovarono nulla di insolito se non la fede senza riserve di Giovanni, il quale affermava che la sua Opera «sarà grande se sarà piccola, sarà ricca se sarà povera; avrà la protezione di Dio se non cercherà quella dell’uomo». Giovanni, che seppe amare senza misura i poveri e si spese per l’unità dei cristiani, è di esempio e stimolo per tutti i preti.
Le sue congregazioni si sono estese in 13 Paesi del mondo, continuandone lo spirito. Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1988 e proclamato santo nel 1999.
Giovanni è ricordato e festeggiato il 4 dicembre.