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17 Maggio 2020

San Pasquale Baylon, patrono dei pasticceri

Secondo alcuni fu l'inventore dello zabaione, che prenderebbe il nome appunto da San Baylon.
Foto di Victoria De Almeida
Nacque il 16 maggio 1540 a Torre Hermosa in Spagna. Sin da piccolo portava le greggi al pascolo. La solitudine dei campi e la serenità propria del gregge lo aiutarono a sviluppare un'anima contemplativa. A 18 anni si recò a Montfort (Valencia), al convento di S. Maria di Loreto, e chiese di abbracciare la severa regola francescana alcantarina, ma non venne accolto. Tuttavia non si perse d’animo e trovò lavoro come pastore presso un possidente del luogo, andando alla messa domenicale nella chiesa dei frati e mettendosi sotto la loro direzione spirituale. Trascorsi 2 anni, dopo aver rifiutato di diventare l’erede del suo ricco datore di lavoro, i francescani non esitano ad aprirgli le porte del noviziato il 2 febbraio 1564. Fu accolto con gioia da quella comunità ed il superiore volle dargli l'abito di frate corista, ma l'umiltà di Pasquale lo portò a supplicare che voleva essere solo «la scopa della casa di Dio». Emise la solenne professione come fratello laico, non sentendosi degno del sacerdozio.

Inventò lo zabaione ed è patrono dei pasticceri

Nei vari conventi in cui visse esercitò con modestia e semplicità le più svariate funzioni, come quelle di cuoco, giardiniere, portinaio o mendicante. Secondo alcuni egli fu anche l’inventore dello zabaione (che prenderebbe il nome appunto da San Baylon) ed è per questo che è anche patrono dei pasticceri.
Nel 1576 i superiori lo mandarono a Parigi, con il compito di portare un importante documento al Superiore Generale dell'Ordine. A quell'epoca la Francia era infiammata dalle guerre di religione: venne aggredito e picchiato, rischiando più volte di essere ucciso dai calvinisti, ma con eroica fortezza proclamò: «Io credo, e lo affermo altamente, che Gesù, figlio di Dio, è realmente nell’Ostia consacrata, come lo è nella gloria del cielo». Al suo ritorno compose un libro sull’Eucaristia e sulla difesa del primato del romano Pontefice.
Spesso distribuiva ai poveri tutto il pane ricevuto, subendo le ire degli altri frati, ma poi miracolosamente il vitto non scarseggiava per i suoi confratelli!
Chiuse gli occhi a questa terra il 17 maggio 1592 nel convento di Villarreal, presso Valencia, all’età di 52 anni. Proclamato beato nel 1618 da papa Paolo V, canonizzato da Alessandro VIII nel 1690, nel 1897 Leone XIII lo ha proclamato patrono dei Congressi eucaristici.
San Pasquale viene ricordato dalla Chiesa il 17 maggio.

Teologo dell’eucarestia anche se era un semplice frate laico

Era un semplice frate laico e la sua vita trascorse nella pace del chiostro e nel mendicare la questua. Faceva parte dei francescani alcantarini (nati dalla riforma di san Pietro d’Alcantara) e senza aver fatto nessun tipo di studio, capiva di teologia più di molti maestri: il suo consiglio veniva richiesto da importanti personaggi del tempo, soprattutto per farsi spiegare il mistero dell’Eucaristia.
Proprio nell’epoca in cui la dottrina sulla transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo era minacciata dal dilagare del protestantesimo, gli venne conferito il titolo di teologo dell'Eucaristia.
In un suo sermone disse: «Separa il tuo cuore dalle cose di questo mondo; e ricordati che in questo mondo niente altro esiste se non tu e Dio solo. Non allontanare, neppure per breve tempo, il tuo cuore da Dio; i tuoi pensieri siano semplici e umili». Pasquale ha lavorato molto dentro di sé per non anteporre nulla all’amore di Dio. Sul suo esempio anche noi scegliamo un serio e costante lavoro interiore per lasciare risplendere in pienezza la vita di Dio in noi.