Tre leggende si intrecciano per narrare la storia di S. Alessio, fatta di eroici sacrifici e dedizione ai poveri. È venerato sia dalla Chiesa ortodossa che da quella cattolica.
Sulla figura di sant’Alessio sono sorte nel tempo diverse versioni agiografiche: la leggenda siriaca, greca e latina. Le tre versioni sono tutte accomunate da un tratto fondamentale: giovane ricco, di famiglia nobile e di fede cristiana, rinunciò al matrimonio e si fece mendicante. Secondo la versione siriaca, la più antica, era nato a Costantinopoli (la “nuova Roma”) e la sera prima delle nozze salì in segreto su una nave, raggiungendo la Siria e proseguendo il cammino fino a Edessa. Lì visse da mendicante e alla sera distribuiva ai poveri quanto raccoglieva durante il giorno, trattenendo per sé solo lo stretto necessario. Gli abitanti di Edessa presero a chiamarlo Mar Riscia, cioè “uomo di Dio”. Secondo la tradizione greca, Alessio era nato a Roma, fuggì a Edessa dove rimase 17 anni come mendicante, poi fece ritorno a Roma, vivendo da sconosciuto nella casa paterna fino alla morte. Del X secolo è la tradizione latina, piuttosto simile a quella greca e che è stata inclusa nella Legenda Aurea del beato Jacopo da Varagine (1228-1298). L’agiografia latina precisa che i genitori erano Egle ed Eufemiano, uomo molto ricco che provava grande pietà verso i poveri, gli orfani e le vedove. Dopo 18 anni a Edessa tornò a Roma e venne accolto dal padre che non lo riconobbe tanto era trasformato nell’aspetto per le rinunce e la scelta di povertà. Il santo fu ospitato in un sottoscala, dove visse gli ultimi 17 anni della sua vita terrena. È venerato come santo dalla Chiesa ortodossa (ricorrenza 17 marzo) e da quella cattolica (17 luglio).
Alessio: un esempio di distacco dai beni terreni
Il culto di sant’Alessio si diffuse in tutto l’Occidente; a Roma è attestato dagli affreschi della chiesa inferiore di san Clemente, risalenti al secolo XI, e dalla basilica edificata sull’Aventino a lui intitolata. Ma al di là delle vicende della sua vita, cosa può aver spinto Alessio a vivere da mendicante? Sicuramente il sentirsi così talmente amato da Dio da essere sicuro che lui avrebbe provveduto a tutti i suoi bisogni. In pratica ha vissuto alla lettera quanto detto da Gesù: «Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? Perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno» (Mt 6,25-32). In questo totale abbandono non sentiva nemmeno più l’esigenza di essere riconosciuto dal suo padre biologico: la pienezza dell’amore di Dio gli bastava! In questo mondo schiavizzato dal denaro, impantanato dal benessere materiale, ricordiamoci di sant’Alessio e chiediamogli il desiderio di liberarci da tutto ciò che non è Dio per affidarci al suo amore, unica via per vivere in armonia con noi stessi e con tutto il creato.