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10 Novembre 2020
Ultima modifica: 10 Novembre 2020 ore 10:59

Attenti a quei Rifiuti invisibili!

Dal 21 al 29 novembre 2020, 12esima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
Una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione dei rifiuti in Europa: azioni concrete che ognuno di noi è chiamato a fare per salvare il nostro pianeta.
Per produrre uno smartphone che pesa meno di 200 grammi - e che arriva comodamente a casa nostra in una piccola confezione - si producono ben 86 chilogrammi di rifiuti. Per produrre un paio di jeans, invece, di rifiuti se ne producono 25 kg. Questi scarti sono i “rifiuti invisibili” che vengono generati durante il processo di fabbricazione dei prodotti: invisibili agli occhi dei consumatori ma non all’ambiente. 



Una settimana dedicata alla prevenzione

Per questo motivo “Rifiuti invisibili” è la tematica scelta dalla 12esima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) che quest’anno si terrà dal 21 al 29 novembre 2020. La SERR è una call-to-action rivolta a cittadini, scuole, imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni: ciascuno è chiamato a partecipare registrando un’azione di riduzione dei rifiuti da svolgere durante la settimana. 

Vita lunga alle cose

Il messaggio che si vuole lanciare è che per ridurre la quantità di rifiuti e l’impatto che essi generano sull’ambiente, i beni di consumo devono avere una vita utile più lunga, essere più facili da riparare e riciclare e, in definitiva, essere completamente atossici quando vengono riciclati. 
Così la SERR - in Italia coordinata da un comitato composto da A.I.C.A., Legambiente, Utilitalia, Regione Sicilia, Città metropolitana di Torino, Unesco e Ministero dell’Ambiente – diventa di fatto una campagna di sensibilizzazione ambientale unica nel suo genere: mentre si moltiplicano le campagne di clean-up concentrate sulla raccolta dei rifiuti abbandonati, sono ancora poche le campagne che si concentrano invece sulla prevenzione della produzione di rifiuti. 

#InvisibleWaste

Il riciclo in Europa ha raggiunto buoni livelli ma i benefit ambientali maggiori si hanno quando il rifiuto non viene creato. La scelta dei rifiuti invisibili prendo spunto dalla campagna #InvisibleWaste, realizzata dall’associazione svedese Avfall Sverige. Secondo gli autori nordeuropei è necessario che «le aziende progettino e realizzino i loro prodotti in modo che possano essere riparati, riutilizzati e riciclati. Inoltre, le aziende possono informare i consumatori sulle dimensioni dell'impronta di scarto del prodotto». 

Economia circolare

Non dimentichiamoci che il Circular economy action plan approvato a marzo 2020 dalla Commissione europea dedica un capitolo proprio all’ecodesign dei prodotti: dal momento che le stime parlano di un aumento del 70 per cento di rifiuti generati dalla popolazione mondiale da qui al 2050, è necessario spingere l’acceleratore sull’economia circolare e superare al più presto la logica del monouso. 
In base alle stime fornite da Bruxelles, il pacchetto di misure in merito alla progettazione ecocompatibile dei prodotti garantirà un risparmio energetico annuo di 167 TWh entro il 2030, pari al consumo dell’intera Danimarca, con una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.