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17 Febbraio 2026

Ss. Sette fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria

Il 17 febbraio la Chiesa fa memoria dei 7 santi che insegnano la fraternità
Ss. Sette fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria
Sette ricchi mercanti si convertono a seguito di un'apparizione di Maria e seminano pace nella Firenze del XIII secolo
Nel XIII secolo Firenze era lacerata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini, ossia tra chi appoggiava il Papa e chi l’Imperatore. Nel contendersi la supremazia politica ed economica seminavano morte e lutto in tutta la città.
Bonfiglio, Bonagiunta, Manetto, Sostegno, Amadio, Uguccione e Alessio erano 7 ricchi mercanti di lana che facevano parte di una compagnia di Laudesi, cioè di devoti alla Madonna di cui cantavano ogni giorno le “laudi” dinanzi ad una immagine dipinta o scolpita nelle vie cittadine.
Il 15 agosto 1233 mentre erano in preghiera, apparve loro la Madonna, vestita a lutto e visibilmente addolorata per la violenza che regnava in città. I sette si sentirono chiamati ad una profonda svolta della loro vita, a gettare le armi, a smettere di nutrire odi e rancori di parte. Erano tutti laici, alcuni padri di famiglia, altri vedovi, alcuni ancora celibi.

L’inizio della vita comune

Dopo aver ottenuto il consenso delle mogli ed aver provveduto alle necessità dei figli, cominciarono a fare vita comune in una casa alla periferia di Firenze. Sotto l’influsso di san Francesco, morto solo da alcuni anni, vivevano la povertà come mezzo per riscoprire il Vangelo e tornare alle origini della comunità cristiana, quando essa era un cuor solo e un’anima sola e aveva tutto in comune, anche i beni materiali. In un tempo in cui le rivalità seminavano odio e discordie, i sette fondatori riscoprirono e misero in luce il valore sociale della fraternità umana: tutti uguali, figli di un unico Padre, fratelli tra di loro. Rinunciarono ai loro abiti preziosi ed indossarono cilicio e vesti di penitenza.

Una vita di penitenza che ha avuto seguito

Nel 1245 i Ghibellini ebbero il sopravvento sui Guelfi e per evitare il rischio di essere sciolti come gruppo religioso e rimandati ciascuno alla sua casa e alla sua vecchia occupazione, si trasferirono nel Monte Senario, a nord di Firenze, dove in mezzo ai boschi costruirono una chiesa dedicata alla Madonna e delle capanne dove conducevano una vita di severa penitenza, cibandosi parcamente e dedicandosi alla preghiera. Coloro che si recavano da loro spinti da dubbi e angosce trovavano il conforto di un’accoglienza cordiale e la luce di saggi consigli. Per provvedere al proprio mantenimento mediante la questua scendevano a Firenze, dove cercavano di essere missionari di pace per far abbandonare le strade dell’odio e della violenza e per testimoniare la loro gioia di vivere come fratelli.
I sette giovani chiamarono il loro progetto di vita comune, preghiera e povertà “Compagnia di Maria addolorata”. Dal giorno in cui un bambino, vedendo passare i penitenti del monte Senario, disse alla mamma: «Ecco i servi di Maria», mutarono il loro nome. Erano convinti che tale esperienza si sarebbe conclusa con la loro morte, ed invece molti altri giovani chiesero di vivere con loro e come loro. Perciò nacque il nuovo Ordine dei “Servi di Maria”, basato sulla Regola di sant’Agostino, ed approvato nel 1304.
Sebbene la venerazione per questi santi fosse viva tra il popolo fin dagli inizi, la loro canonizzazione avvenne solo nel 1888, ad opera di Leone XIII. La loro memoria ricorre il 17 febbraio.
Questi sette santi fondatori non sono conosciuti singolarmente, ma sono ricordati come se fossero una sola entità perché erano una vera comunità, nella quale ognuno è talmente nell’altro che non è più se stesso se non è nell’altro, proprio come nella comunione trinitaria!

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