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15 Giugno 2020

Una fattoria solare in Zambia

Agricoltura sostenibile e rispetto per l'ambiente
Dopo aver installato un impianto solare che copre una parte del fabbisogno elettrico dei progetti a Ndola, l’idea è di collocare pannelli fotovoltaici sospesi nei campi: sotto ci passano i trattori per coltivare prodotti a km zero
Quaranta pannelli fotovoltaici montati sul tetto di un edificio in Minsundu Road, periferia rurale di Ndola. Una visione insolita, almeno in questo angolo di Zambia ad una manciata di chilometri dalla Repubblica Democratica del Congo.
Stefano Maradini
Stefano Maradini, missionario in Zambia, con i ragazzi del Progetto Cicetekelo. Il laboratorio di gelateria e le tre gelaterie che la Comunità ha avviato nelle città di Ndola e Kitwe danno lavoro a 30 giovani.
Foto di Silvia Finelli
«In loco siamo tra i pochi ad avere un impianto di questo tipo», racconta Stefano Maradini, missionario dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che si è speso in prima persona per la sua realizzazione. Originario della provincia di Piacenza, 54 anni, Stefano è l’ideatore e l’attuale responsabile del Progetto Cicetekelo per il riscatto personale e sociale di bambini e ragazzi che si trovano a vivere in condizioni disperate, in strada e non solo.
«Per installare l’impianto ci siamo avvalsi della collaborazione di due ditte italiane che si sono occupate dei lavori, la Solare Sociale e Windkinetic», spiega Stefano, «Il materiale è arrivato direttamente dall’Italia tramite container».
Un impegno economico e logistico non da poco, reso possibile dal sostegno della Caritas Ambrosiana, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di numerosi privati. 

15 ore al giorno senza elettricità

Pannelli fotovoltaici
Nel progetto Cicetekelo in Zambia, sono installati dei pannelli fotovoltaici sul tetto dell’edificio che ospita il laboratorio di gelateria.
Foto di Stefano Maradini
«Abbiamo scelto di ricorrere all’energia solare un paio di anni fa», continua Stefano, «A Ndola abbiamo sempre avuto problemi di elettricità. Negli ultimi anni, anche a fronte di un aumento della domanda, la situazione è però decisamente peggiorata. Siamo rimasti senza luce anche per 15 ore al giorno».
In Zambia l’energia elettrica proviene principalmente dalla forza idraulica, con solo tre dighe che ne forniscono il 90%.
«Ufficialmente si dice che la mancanza di corrente derivi dall’abbassamento del livello dell’acqua nei bacini idrici dovuto alla siccità», prosegue Stefano, «Le criticità riguarderebbero soprattutto il lago Kariba, grande serbatoio artificiale che si sviluppa lungo il confine con lo Zimbabwe. Fonti ufficiose incolpano invece la classe politica dirigente, accusata di vendere l’acqua ai Paesi vicini per pagarsi la campagna elettorale, e l’utilizzo di turbine inadeguate».
Qualunque ne sia la causa, che l’elettricità manchi è un dato di fatto. Così come lo sono le ripercussioni negative che la scarsità di luce ha sulla vita della gente. Basti pensare per esempio che in questo Paese i fornelli per cucinare sono principalmente elettrici.
«Qui siamo rimasti paralizzati per giorni», ammette Stefano.

Non solo Cicetekelo

Il polo di Minsundu Road è il cuore del Progetto Cicetekelo, una realtà grande e complessa che sostiene più di 300 bambini e ragazzi dagli 8 ai 22 anni offrendo loro un sostegno integrale: cibo, cure mediche, opportunità ricreative, sportive e di promozione sociale tramite educazione scolastica e formazione professionale.
Il complesso ospita attività sia sociali che produttive.
Corso falegnameria in Zambia
Nel progetto Cicetekelo c'è un centro di formazione che propone corsi di falegnameria, meccanica, agricoltura ed informatica.
Foto di Ludovica Serra
Oltre alle case dei missionari ed alle strutture di accoglienza per i ragazzi recuperati direttamente dalla strada, qui si trovano una mensa con cucina, una clinica gestita in collaborazione con il Ministero della Salute zambiano e la locale Mary Begg Community Clinic, un’officina meccanica per la manutenzione dei mezzi di trasporto in dotazione, una piccola falegnameria e gli uffici amministrativi.
Alcuni spazi sono poi riservati al centro di formazione professionale che propone corsi di falegnameria, meccanica, agricoltura ed informatica.

Le gelaterie e l'azienda agricola

Vi sono infine un laboratorio per le tre gelaterie che la Comunità ha avviato nelle città di Ndola e Kitwe ed un’azienda agricola di circa 50 ettari, realtà avviate per dare lavoro a giovani in difficoltà e per generare “utili” da reinvestire a copertura almeno parziale delle attività sociali.
«I continui blackout hanno messo in difficoltà le attività produttive», sottolinea Stefano, «Soprattutto quelle del laboratorio. Per far fronte agli ordini abbiamo dovuto riorganizzare il lavoro, facendo turni anche di notte».
Per questo motivo buona parte dell’energia generata dall’attuale impianto fotovoltaico da 28 kW viene impiegata per la sua produzione, mentre la rimanente è destinata alle strutture abitative.
«Per raggiungere la piena autosufficienza», prosegue Stefano, «Avremmo bisogno di un impianto da 100 kW. Ed è questo l’obiettivo che ci prefiggiamo per il medio periodo. In questo modo potremmo alimentare ad energia solare anche l’azienda agricola».

Un modello di impresa virtuoso

Da 20 anni a questa parte la Comunità ha fortemente investito in questa realtà, convinta che grazie alla sua attenzione alla persona e all’ambiente potesse rappresentare un modello di impresa virtuoso per la comunità locale, abituata a consumare beni di importazione a basso costo senza considerarne né la qualità né l’eticità dei meccanismi di produzione.
Attualmente l’azienda agricola produce mais, soia e frumento, dispone di un mulino per la produzione della farina, di un allevamento di galline e maiali e di un piccolo frutteto.

Agricoltura a Km zero

«Abbiamo sempre creduto in un’agricoltura a km 0, attenta alla naturalità dei prodotti. Oggi ne parlano tutti, ma in passato siamo stati dei pionieri. Ad oggi diamo lavoro a 12 zambiani e riusciamo a coprire parte del fabbisogno alimentare degli altri progetti della Comunità in Zambia, vendendo loro quanto produciamo a prezzo ridotto».

Una fattoria solare

Un bel risultato che Stefano vorrebbe però presto coronare con l’avvio di una vera fattoria solare.
«Senza i continui blackout, l’impianto di irrigazione e il mulino funzionerebbero regolarmente», conclude, «In questo modo potremmo garantire la nostra produttività nel pieno e totale rispetto dell’ambiente. Un aspetto che ci sta molto a cuore, non solo per il bene dell’uomo e di questa terra stupenda, ma dell’intero pianeta. Nella Lettera Enciclica Laudato si’ Papa Francesco ha sottolineato come oggi più che mai tutto sia intimamente connesso e come la salvaguardia dell’ambiente non possa essere disgiunta dalla giustizia verso i poveri e dalla soluzione dei problemi strutturali dell’economia mondiale. Fin dall’inizio come Progetto Cicetekelo noi ci abbiamo sempre creduto e faremo del nostro meglio per proseguire il cammino lungo questa strada».