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2 Agosto 2026

Vangelo di domenica 2 agosto: «Voi stessi date loro da mangiare»

«Voi stessi date...»: non tu, ma voi! Da qui la necessità di camminare insieme, in comunione e di assumerci le responsabilità.
Vangelo di domenica 2 agosto:  «Voi stessi date loro da mangiare»
Foto di Bargais - generato con IA
Vangelo della XVIII domenica del Tempo Ordinario - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


Dal Vangelo di Matteo (Mt 14, 13-21)

Commento al Vangelo di domenica 2 agosto 2026 (XVIII domenica del Tempo Ordinario - Anno A)

Gli apostoli dicono a Gesù: «Congeda questa folla che ha fame, perché si vada a cercare da mangiare». In altre parole: «Maestro, di’ a questa gente che si arrangi per poter saziare la propria fame». Gesù invece risponde: «No, date voi stessi da mangiare a loro».
«Non abbiamo che cinque pani e due pesci…». E il Signore dà il secondo elemento fondamentale: «Datemi quello che avete e mettete la vostra persona insieme a me», allora viene la risposta.
Dobbiamo approfondire tutto il mistero dell'agire dell'uomo inserito nella trama dell’amore di Dio! Il capovolgimento di mentalità che ci porta oggi il Vangelo è veramente profondo: in ogni problema del mio fratello io sono implicato. La cultura che Dio ci dà, è cultura dell'accoglienza di lui, dell'accoglienza dell'altro e dell'implicazione in ogni problema del fratello.
«Date voi stessi…»: non tu, ma voi! Da qui la necessità di camminare insieme, in comunione e di assumerci le responsabilità. Molte volte prevale il nostro difenderci, la nostra paura. Dobbiamo entrare invece in questa grande libertà della cultura dell'accoglienza, della corresponsabilità.
Non esistono più l'estraneità e l'indifferenza, perché la mia vita è la tua vita e la nostra vita è Gesù!

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