5 Settembre 2019

Vangelo di domenica 8 settembre: Luca 14, 25-33

«Seguimi!». Tutte le volte che voi dite che possedete qualcosa, voi siete posseduti da quella cosa. Il Signore vuole che tu rinunci a quell'essere posseduto.
Foto di Ulrike Mai
Vangelo della domenica: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. 
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Dal vangelo di Luca (Lc 14, 25-33)

Commento al vangelo di domenica 8 settembre 2019

Nel Vangelo ci vengono proposti degli atti concreti di sapienza che sono sconvolgenti. Dice il Signore: «Uno per fare una torre ci pensa su perché non vuole essere preso in giro se non la finisce; un re ci pensa se far la guerra e valuta di non subire una sconfitta; possibile che voi prendiate il cristianesimo con una superficialità spaventosa? Lo buttate via quando lo volete buttare via; ci date importanza solo quando volete!». Possibile che quello che è la salvezza del mondo debba essere considerato con una leggerezza così grande?
Il Signore ti dice: «Se tu non rinunci a tutto ciò che possiedi, non puoi essere mio discepolo». Tutte le volte che voi dite che possedete qualcosa, voi siete posseduti da quella cosa. Non dite: «Io posseggo una casa»; dite: «Sono posseduto dalla mia casa». Il Signore vuole che tu rinunci a quell’essere posseduto. Questo è il senso della parola di Dio. Questa è sapienza del cuore!
Leggi le letture e le meditazioni di ogni giorno su Pane Quotidiano