18 Settembre 2019

Il paesino che reinventa l'oratorio

In Toscana marito e moglie hanno iniziato a gestire la canonica e l'hanno aperta nuovamente al territorio
Si chiama Casa In Famiglia l'Abbraccio: qui c'è una mano per fare i compiti, poi iniziano i laboratori. Nel nuovo oratorio si costruiscono relazioni destinate a durare
Una piccola frazione di un paesino della Toscana, Ghizzano, frazione di Peccioli in provincia di Pisa, conta 300 abitanti. Un paio di bar, un alimentari, l’ufficio postale; qualche serranda abbassata ed un campanile vicino ad un oratorio che non c'è; la canonica era chiusa, fino a 4 anni fa. Le stradine sono strette ma quando il sole è alto l’aria ribolle del profumo degli olivi, e l’occhio si riempie del verde di queste colline rinomate in tutto il mondo.

Senza un preavviso, il piccolo bordo si è ritrovato ad essere fucina di colatura di un potenziale modello per lo sviluppo rurale ed urbano; molte persone passando di qui in visita potrebbero interrogarsi su soluzioni inaspettate per concepire l’abitare, i tempi della vita e i luoghi di comunità. 
Daniela Zatta e Marzio Gavioli nel 2015 sono venuti ad abitare qui, nella canonica di Via del Campanile, per mettere la propria famiglia al centro di un desiderio di donarsi completamente agli altri.  
 

Il doposcuola in oratorio è gratuito

«All’interno della parrocchia dedichiamo il nostro tempo ai bambini e ai ragazzi che passano di qua, che sono chiusi in casa oppure che girano per il paese senza meta. Abbiamo immaginato un doposcuola, che è diventato un modo per reinterpretare la funzione di quello che una volta erano gli oratori», spiega Marzio.
 
Tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18, durante l’anno scolastico, ci sono le attività organizzate. Durante l’estate le porte sono aperte anche alla mattina, e in realtà non si chiudono mai. Vengono una ventina di bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni: fanno i compiti, socializzano, imparano a diventare grandi. Alcuni di loro sono seguiti dai Servizi Sociali, con i quali la coppia ha stabilito una collaborazione.
 
Daniela e Marzio non vivono di aria, ma di qualche consulenza che Marzio offre alle aziende e agli enti locali nell’ambito della comunicazione. Arriva anche qualche contributo volontario da parte delle famiglie che si lasciano coinvolgere, ma la regola generale è: le attività non si pagano, ognuno contribuisce come meglio crede. La coppia ha deciso di raccontare l'esperienza in un video.

 
Nel tempo le attività si sono allargate, per coinvolgere le famiglie di anziani e di disoccupati. I laboratori di incontro con i nonni del paese aiutano a tramandare le cose di un tempo; 
i tempi lunghi nelle relazioni permettono di lasciar sedimentare le emozioni dei ragazzi, piccoli litigi, domande aperte, e di riprenderle nel momento più opportuno. 
 
«Mettiamo le idee che abbiamo a disposizione del territorio», conferma Marzio, che spiega: «Per il nuovo anno scolastico che sta iniziando contiamo di usare la narrazione come strumento per lasciare uscire argomenti di confronto, anche sulla morale, sul significato della morte e della vita».

Lunga tavolata in casa per i lavoretti con i bambini
Durante il doposcuola di Peccioli i bambini eseguono i compiti e poi si sperimentano nei laboratori e nei lavori di gruppo

 
Da poco più di una anno la coppia ha scelto di collocare il progetto all’interno del percorso vocazionale della Comunità Papa Giovanni XXIII, ancorandolo all’esperienza della scuola del gratuito. La nuova sfida adesso si chiama Peccioli: la crescita del progetto lo potrebbe portare verso nuove mura, ad un quarto d’ora di distanza dalla borgata, fra i quasi 5000 abitanti della sede comunale. Sarà un’occasione per servire un’area più vasta, ed eventualmente per coinvolgere altre famiglie. Pronte a rilanciare e a far riscoprire gli oratori di tutta Italia.