Vangelo della II domenica di Quaresima - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Dal Vangelo di Matteo (Mt 17, 1-9)
Commento al Vangelo di domenica 1 marzo 2026 (II domenica di Quaresima - Anno A)
«Signore, è bello per noi essere qui!». Questa esperienza che ha fatto Pietro è possibile per ognuno di noi? È possibile a noi tutti, come insieme, poter fare questa esperienza? Sì, è possibile fare questa esperienza. Io chiedo al Signore la grazia di farci sentire che è possibile dire in ogni istante: «Signore, è bello per noi restare qui, con te; col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo, cioè con l’essere stesso che è Dio». Come è possibile provarlo? Nella nuova creazione è possibile in ogni momento, perché per il Battesimo noi siamo già immersi nella vita di Dio. Il momento privilegiato dell’esperienza di Dio è la preghiera. L'uomo è un essere fatto per la relazione con l'altro, e nella preghiera avviene questa relazione tra te e Dio. Non si può fare a meno della preghiera, non è sostituibile!
Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano, abbònati qui
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