Vangelo della domenica di Tutti i Santi: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 1-12a)
Commento al Vangelo di domenica 1 novembre 2026 (solennità di Tutti i Santi)
Sapete cos’è la povertà dello spirito? È la libertà totale; cioè, colui che nello spirito è povero, è libero! Povertà e libertà sono la stessa cosa: avanti, allora, fratello universale, sorella universale, ti attende un mondo stupendo. Lìberati! Il santo è libero perché non ripone la propria sicurezza nelle cose che possiede, nell’io che si evolve, ma pone la sua sicurezza nella trascendenza, in colui che è l’infinito, ed entra in un movimento di vita che è stupendo! Il santo, stando con il Signore, diventa puro di cuore perché esce dalla vanità; diventa mite perché non gli interessa più il vincere, il dominare, è ben altro il suo interesse! Il suo interesse è tutta la ricchezza del bene del fratello, per cui c’è tutta quell’inventiva che viene dalla libertà. Colui che è libero entra in una inventiva che è unica.
Chi ci impedisce di santificarci e di entrare nelle viscere dell’amore di Dio, della misericordia di Dio? Chi ci impedirà mai di far questo? Nessuno!
Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano.
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