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18 Ottobre 2026

Vangelo di domenica 18 ottobre: «Date a Dio ciò che è di Dio»

Vangelo della XXIX domenica del Tempo Ordinario - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
Vangelo di domenica 18 ottobre: «Date a Dio ciò che è di Dio»
Foto di Love You Stock
La struttura umana che gli uomini si danno per poter vivere insieme non può mai sostituire Dio. Il regno di Dio deve trasformare tutta la realtà!
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Dal Vangelo di Matteo (Mt 22, 15-21)

Commento al Vangelo di domenica 18 ottobre 2026 (XXIX domenica del Tempo Ordinario - Anno A)

Con una risposta profondissima il Signore riconosce l'esistenza di un modo di aggregarsi umano proprio, con delle sue leggi interne, ma nel medesimo tempo afferma: «Date a Dio ciò che è di Dio», cioè la struttura umana che gli uomini si danno per poter vivere insieme non può mai sostituire Dio, non può mai diventare l'Assoluto (ed a quei tempi l'imperatore romano era ritenuto un dio).
La risposta profonda data da Gesù ci richiama al riconoscimento della funzione dello Stato. Uno dei segni oggi che tu riconosci lo Stato è che paghi le tasse e non sfuggi. Quando io non pago le tasse sono uno sfruttatore degli altri e nego il mio rapporto con gli altri come segno di comunione. Per noi cristiani, che siamo membra gli uni degli altri, ogni forma che esprime la comunità è qualcosa di stupendo ed in noi deve crescere questa coscienza.
C’è un altro problema grosso ed è questo: lo Stato non può sostituirsi a Dio. Perché devo pagare le tasse per sostenere un servizio pubblico che uccide la vita, che finanzia l’aborto? Non può impormi di pagare per uccidere! Ci vorrà anche il tempo in cui interromperemo il circolo vizioso per cui le armi sono ritenute necessarie perché c’è la guerra e la guerra si fa perché ci sono le armi!
Il regno di Dio non è una cosa campata in aria: deve trasformare tutta la realtà!

Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano.

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