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11 Ottobre 2026

Vangelo di domenica 11 ottobre: «Fece una festa di nozze»

Vangelo della XXVIII domenica del Tempo Ordinario - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
Vangelo di domenica 11 ottobre: «Fece una festa di nozze»
Foto di shunevich
Ecco il banchetto: non rifiutare mai di amare! Il tuo amore diventa universale ed il banchetto non può essere pieno se non ci sono i piccoli! Senza di loro non è più festa!
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».


Dal Vangelo di Matteo (Mt 22, 1-14)

Commento al Vangelo di domenica 11 ottobre 2026 (XXVIII domenica del Tempo Ordinario - Anno A)

Il re, cioè Dio, invia i suoi servi, i suoi profeti, ma questi non vengono ascoltati, vengono mandati via. Gli invitati «non si curarono dell’invito e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero». Allora il re ordina ai suoi servi: andate e chiamate tutti, ciechi, storpi, zoppi; fateli entrare al banchetto nuziale e fate in modo che capiscano che è un invito d’amore.
Cos’è il banchetto? Non è altro che una delle tante espressioni di comunione, è Dio che ti chiama alla comunione con lui. Dai, allora! «Ma come ci arrivo, o Signore?». «È semplice. Amando i fratelli che vedi, amerai anche me. Ma tu non amarli alla moda degli uomini, amali come li amo io». Ecco la mensa, ecco il banchetto: non rifiutare mai di amare! Il tuo amore diventa universale ed il banchetto non può essere pieno se non ci sono i piccoli, gli ultimi! Senza di loro non è più festa!
Possiate davvero guardarvi in volto, darvi la mano, gioire assieme dicendo: «Ecco il banchetto: il Signore ci chiama al suo amore!».

Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano.
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