Vangelo della XXI domenica del Tempo Ordinario - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Dal Vangelo di Matteo (Mt 16, 13-20)
Commento al Vangelo di domenica 23 agosto 2026 (XXI domenica del Tempo Ordinario - Anno A)
Alla domanda di Gesù: «Voi chi dite che io sia?», rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Notate cosa dice subito Gesù: «Beato te, Simone, figlio di Giona, perché non ci sei arrivato con la tua testa, ma il Padre mio che sta nei cieli te l’ha suggerito per mezzo dello Spirito Santo». La rivelazione non è sul piano della discussione, del ragionamento: è dono. Dio si comunica e si dona a chi ha fede in lui, a chi si fida di lui.
I santi hanno compreso questo e hanno avuto la grande furbizia di fidarsi completamente: «Tu sei la vita, tu sei la verità, tu sei l’amore, o mio Dio», e si sono buttati a capofitto dentro quella verità che il Signore rivelava loro, senza discuterla.
Il rivelarsi di Dio avviene nella misura in cui ci fidiamo di lui. Il Signore ti dice: «Quello che io ti offro è un dono intimo che o accetti totalmente oppure non accetti. Se lo accetti totalmente, ecco che io mi confido; e più mi confido, maggiormente ti apri a me, e più ti apri e più io ti posso confidare la mia persona». È puro dono! Siamo chiamati a fidarci completamente di Dio!
Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano.
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