Topic:
4 Novembre 2026

5 per mille senza tetto, anche la Comunità Papa Giovanni XXIII firma l'appello

Vita e 59 enti del Terzo settore chiedono a Governo e Parlamento di erogare tutte le risorse rispettando la scelta dei contribuenti
5 per mille senza tetto, anche la Comunità Papa Giovanni XXIII firma l'appello
Foto di VITA
Nel 2025 le firme hanno destinato 633,3 milioni di euro, ma il limite di spesa è fermo a 610: 23,3 milioni finiranno nel bilancio dello Stato. Per la Comunità Papa Giovanni XXIII sono risorse sottratte alle case di accoglienza

Vita, società editoriale specializzata nei temi del non profit, della sostenibilità e dei comportamenti responsabili, rilancia anche quest'anno la mobilitazione per chiedere al Governo e al Parlamento l'eliminazione del tetto al 5 per mille e il pieno rispetto della volontà dei contribuenti. Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII aderisce all'iniziativa.

La campagna "5 per mille, ma per davvero", lanciata nel 2025, chiede che tutte le risorse destinate dai cittadini agli enti del Terzo settore attraverso questo strumento, disponibile nella dichiarazione dei redditi, siano effettivamente erogate, senza limiti che ne riducano l'importo.

Il primo risultato: il tetto sale a 610 milioni

La mobilitazione ha già ottenuto un primo risultato: con la Legge di Bilancio 2026 il limite di spesa è stato innalzato da 525 a 610 milioni di euro. Un passo avanti che non basta ancora a garantire che tutte le risorse raggiungano gli enti indicati dai contribuenti.

Nel 2025, infatti, le scelte espresse attraverso il 5 per mille hanno raggiunto un valore complessivo di 633,3 milioni di euro. Restano quindi 23,3 milioni di euro che, a causa del tetto previsto dalla normativa, non andranno agli enti scelti dai cittadini ma confluiranno nel bilancio generale dello Stato.

La lettera aperta di 59 organizzazioni

Per questo la mobilitazione riparte con una lettera aperta al Governo e al Parlamento, sottoscritta da 59 organizzazioni, tra cui la Comunità Papa Giovanni XXIII. L'obiettivo è superare definitivamente il tetto al 5 per mille, perché – dicono i promotori – è solo da auspicare un aumento della partecipazione dei cittadini che porti le risorse derivanti da questo strumento a crescere ancora.

«Il 5 per mille è lo strumento più compiuto di sussidiarietà e di libertà fiscale del nostro ordinamento – si legge nella lettera aperta –. Vi chiediamo pertanto di rispettare pienamente la volontà di milioni di cittadini contribuenti, completando insieme un lavoro già cominciato».

Cosa cambia per la Comunità Papa Giovanni XXIII

Per gli enti iscritti come beneficiari negli elenchi dell'Agenzia delle Entrate, il 5 per mille rappresenta un sostegno concreto alle attività. Per la Comunità Papa Giovanni XXIII significa sostenere le case di accoglienza e l'aiuto rivolto a chi vive situazioni di fragilità, esclusione e marginalità. Poter contare sull'intero importo che migliaia di italiani scelgono ogni anno di destinare significa poter rafforzare il proprio impegno.

Un operatore della Comunità Papa Giovanni XXIII si china sorridente su una ragazza in carrozzina, immagine della campagna 5 per mille
Foto di Comunità Papa Giovanni XXIII

La Comunità si unisce quindi alle altre realtà del Terzo settore nel chiedere a Governo e Parlamento di eliminare il tetto al 5 per mille, affinché ogni euro scelto dai cittadini possa raggiungere l'organizzazione a cui è stato destinato. Un obiettivo di equità e responsabilità condivisa, nell'interesse dell'intero Paese e, in particolare, delle persone più vulnerabili.

Per sapere come destinare il 5 per mille alla Comunità Papa Giovanni XXIII vai su apg23.org/5x1000.

© Riproduzione Riservata

Semprenews è su Whatsapp.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale e ricevere aggiornamenti quotidiani direttamente sul tuo telefono.