Il gesuita colombiano, fondatore della Commissione interecclesiale Giustizia e Pace, ha denunciato per decenni violenze, massacri e violazioni dei diritti umani. Grazie al suo impegno è iniziato anche l'accompagnamento protettivo alla Comunità di Pace di San José de Apartadó.
Con profonda tristezza ci uniamo al dolore della Comunità di Pace di San Josè di Apartadò e di migliaia di colombiani per la perdita del caro
Padre Javier Giraldo. Sacerdote gesuita, padre Javier ha speso la sua vita in difesa delle vittime, ragione centrale della sua vita sacerdotale. Fondatore della Commissione Interecclesiale di Giustizia e Pace, direttore per anni del CINEP (Centro di Investigazione ed Educazione Popolare) attraverso il quale furono
investigate innumerevoli violazioni di Diritti Umani, violenze politiche, massacri e falsi positivi, padre Giraldo lascia una testimonianza che rimarrà impressa nella storia della nonviolenza. Dagli anni ‘70 è stato presente all’interno della fondazione Lesli e Lelio Basso di Roma, divenendo successivamente
membro della presidenza del Tribunale Permanente dei Popoli.
È proprio grazie a lui che
Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace,
ha iniziato il lavoro di accompagnamento protettivo alla Comunità di Pace; uomo mite e di fede profonda, di cultura teologica, filosofica e giuridica immensa,
padre Giraldo ha accompagnato centinaia di comunità indigene, afro, contadine raccontando la sofferenza e la violenza di un Paese dominato dai gruppi paramilitari, dalle guerriglie e dall’esercito che hanno per decenni assassinato il popolo inerme. Ma soprattutto
nel suo cuore c’era la Comunità di Pace di San José. Lì, questo maestro di determinazione, coraggio e resilienza ha fatto germogliare insieme ai contadini e contadine, nuove coscienze dove valori ed etica hanno permesso di mantenere vivo il senso del Diritto Internazionale Umanitario, della ricerca della pace attraverso la giustizia sociale e la nonviolenza ma soprattutto di fare tutto questo attraverso “l’amore efficace”.