Minori e droghe: un nuovo progetto della Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII interviene a favore di famiglie e ragazzi
Secondo i dati più recenti del Dipartimento contro la droga e le altre dipendenze, in Italia l’età media del primo contatto con sostanze stupefacenti tra i minori è scesa sotto i 15 anni, con il 33% degli intervistati che riferisce di aver provato cannabis a 14 anni o meno. Un trend preoccupante che colpisce adolescenti apparentemente "normali", quelli che continuano scuola, sport e relazioni senza destare allarmi. È proprio a loro, nella fase di sperimentazione e convivenza con le droghe, che si rivolge il progetto “Nuove Opportunità” della Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII: un’iniziativa pensata per intercettare il disagio prima che diventi una dipendenza totalizzante.
Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze. Si rivolge a minori tra i 12 e i 18 anni che hanno già avuto contatti con sostanze o ne fanno uso, promuovendo interventi personalizzati per recupero e prevenzione.
A Vicenza ha già accolto diversi ragazzi, inviati dai servizi territoriali o contattati a scuola tramite counseling. Ad oggi i minori coinvolti seguono percorsi di sostegno psicologico individuale, accompagnamento educativo, laboratori creativi e, in più, vengono tenute consulenze per i genitori.
A Rimini, ancora in fase iniziale, l’offerta si articola in 2 pomeriggi settimanali presso lo spazio “Cose Belle”, aperto sia ai giovani che alle loro famiglie. Qui si intrecciano interventi su misura - rilevati dai bisogni specifici individuali - a gruppi socio-educativi, attività di routine quotidiana per rafforzare l’autonomia, laboratori esperienziali, uscite outdoor, sport e volontariato. Se i numeri cresceranno, partirà anche un piccolo gruppo di confronto terapeutico informale, per condividere riflessioni in un contesto condiviso.
Daniele Casadei, coordinatore del progetto "Al centro" a Rimini per la Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIIIDaniele Casadei, coordinatore del progetto a Rimini, racconta le sue origini: «La proposta nasce dall’area prevenzione della Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII, che da 30 anni lavora con i minori nelle scuole. In un’epoca di emergenza per quanto riguarda il disagio adolescenziale, questo bando ci è sembrato perfetto per un’esperienza nuova. Diversamente dai percorsi residenziali, offriamo uno spazio dedicato dove i ragazzi affrontano le problematiche con educatori e coetanei, riprendendo possesso delle proprie capacità e attitudini».
Con questo approccio è più facile «mantenere i minori nel loro contesto familiare e quotidiano, fornendo in più uno spazio dedicato - continua Daniele Casadei. Si tratta di un servizio nuovo anche per noi come Cooperativa; crediamo che con la nostra esperienza e la sensibilità che ci contraddistingue, mettendo al centro la persona, potremo rispondere a bisogni reali».
Colpisce l’età bassa dei destinatari del progetto, 12-18 anni, che però conferma il trend nazionale. «Spesso l'età può falsare la percezione del disagio ma un ragazzo di 13-14 anni può già abusare di sostanze. I percorsi variano tra un 13enne e un 17enne, ma un gruppo misto funziona: gli educatori sono formati per gestire problematiche diverse, più che fasce d’età», spiega Casadei.
Il progetto è gestito interamente dalla Cooperativa Comunità Papa Giovanni XXIII, ma con un’integrazione forte ai servizi: invii dal SERD, neuropsichiatria infantile, servizi sociali, tutela minori e consultori della provincia di Rimini. «Non si tratta di partnership formali, ma l’integrazione con la rete è un obiettivo chiave del progetto», precisa il coordinatore.
Il servizio è gratuito per ragazzi e famiglie. Per approfondire, puoi andare all’articolo della Cooperativa o fare riferimento a questi contatti:
E-mail: alcentro@apg23.org
Centro accoglienza: 349 5857502
Per Rimini: 349 5856625 - Daniele
Per Vicenza: 348 6965485 - Monica