18 Agosto 2019

Alberto Hurtado: il santo plurilaureato a fianco degli ultimi

San Alberto Hurtado, gesuita originario del Cile, diede vita agli Hogar de Cristo, per l'accoglienza dei più emarginati della società
«La più grande opera di misericordia è quella di organizzare una società in cui sia eliminata la miseria», parole di S. Alberto Hurtado, la cui memoria è il 18 agosto
Alberto fin da piccolo sperimentò la condizione di chi è povero, senza fissa dimora, e quando il Signore gli fece incontrare un pover’uomo in maniche di camicia in pieno inverno, intirizzito e malato di faringite, Alberto comprese che Cristo vagava per le strada nella persona di tanti poveri, che Cristo si rifugiava nella persona di tanti bambini che non avevano nessuno da poter chiamare padre, che mancavano del bacio di una madre. Per questo decise di offrire loro non solo una casa, un luogo dove vivere, ma anche un ambiente familiare dove riprendere coscienza della loro dignità, del loro essere amati figli di Dio. Perciò diede vita agli “Hogar de Cristo”, focolari di vita familiare e di accoglienza per ragazzi di strada, giovani e donne a rischio, carcerati, anziani, infermi, invalidi fisici e psichici, malati terminali. Queste case andarono sempre più moltiplicandosi, prendendo anche nuove forme e caratteristiche: in alcuni casi divennero centri di riabilitazione, in altri di educazione artigianale, asili, fondazioni di microcredito e così via, evidenziando un dinamismo e una creatività permanente. 
Alberto si fece anche fratello degli operai per sostenere la lotta dei lavoratori perché si potesse realizzare un ordine sociale ispirato alla fede, e per questo fondò un’associazione sindacale per incoraggiare gli operai a recuperare la stima di sé e a combattere le ingiustizie. Per divulgare i principi della dottrina sociale della Chiesa fondò la rivista “Mensaje” e pubblicò importanti saggi. La sua dedizione entusiasta e generosa ai giovani e ai poveri costituì un’anticipazione delle grandi scelte della Chiesa in America latina, emerse dalle Conferenze episcopali di Medellin, Puebla e Santo Domingo. La necessità di manifestare la fede in Cristo in ogni aspetto dell’esistenza scaturiva in Alberto da una vita di preghiera, dall’Eucaristia quotidiana, dal suo filiale amore a Maria.
Ringraziamo il Signore per questo suo servo che si è “spremuto” per Cristo e per stimolare i fratelli a convertire questo mondo ingiusto nel Regno di Dio.

La  memoria di S. Alberto ricorre il 18 agosto

Alberto Hurtado nasce a Viña del Mar (Cile) il 22 gennaio 1901. A 4 anni muore il padre, di conseguenza la famiglia si trasferisce a Santiago e va a vivere in casa di diversi familiari, senza avere una casa propria. Facendo lo studente-lavoratore, si laurea in legge a 22 anni. Subito dopo entra nel noviziato dei Gesuiti a Chillàn. Prosegue gli studi in Argentina, Spagna e a Lovanio, in Belgio. Qui viene ordinato sacerdote nel 1933 e 2 anni dopo si laurea in pedagogia. Nel 1936 torna in Cile, e nel 1944, davanti alla miseria di bambini e anziani che dormivano per strada, decide di offrire a tutti non solo un luogo in cui vivere, ma un vero focolare domestico, “El Hogar de Cristo”. Nel 1948 dà vita ad “Azione sindacale cilena” (Asich), associazione indirizzata a promuovere un sindacalismo ispirato alla dottrina sociale della Chiesa. Un cancro al pancreas lo portò in pochi mesi in fin di vita, conclusasi il 18 agosto 1952. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 14 ottobre 1994. Papa Benedetto XVI lo ha proclamato santo il 23 ottobre 2005. La sua festa ricorre il 18 agosto.