8 Febbraio 2020

Il mestiere più antico del mondo

Inaugurata in provicia di Firenze la pelletteria che dà lavoro alle persone vittime di tratta. Taglio del nastro ieri a Pontassieve (FI).
Le prime accoglienze di donne provenienti dalla strada sono iniziate tre anni fa, e le ragazze sono diventate per Alessandro Fiesoli e la moglie Claudia Mascherini come delle figlie. Grazie alle vecchie competenze nella lavorazione del cuoio ereditate in famiglia, hanno iniziato a dare loro un lavoro e una speranza.
Il mestiere più antico del mondo? La lavorazione del cuoio. E ne è erede Marta Girandoli che a 57 anni, 13 anni fa, si trovò costretta a chiudere il laboratorio di pelletteria che era gestito dalla famiglia. Non immaginava certo che all’età di 70 anni si sarebbe rimessa sul mercato.

Tre anni fa il figlio Alessando Fiesoli ha iniziato ad accogliere nella sua casa famiglia, insieme alla moglie Claudia Mascherini, delle ragazze vittime di tratta, senza lavoro. Con l’aiuto di Serena Perini della Comunità Papa Giovanni XXIII hanno dato vita ad Another Skin, il laboratorio di pelletteria, inaugurato il 7 febbraio in provincia di Firenze, che si propone di riscattare la dignità delle donne dando loro un lavoro.

Le prime tre lavoratrici, formate da Marta, diventeranno le tutor che insegneranno il mestiere alle neo-assunte. Racconta Alessandro : «Diamo alle donne, spesso straniere, un vero passaporto: un curriculum professionale che permetterà loro di viaggiare e ricostruirsi una vita» E spiega: «Disegniamo e produciamo pezzi artigianali unici oppure in piccole quantità, per rivendite del territorio e anche per grossi marchi nazionali. A breve sarà possibile acquistare le nostre borse dall’ecommerce del nostro sito. Grazie alle donazioni di pellame riusciamo a proporre una borsa in struzzo ad anche un quinto del valore reale», spiega Alessandro Fiesoli.

sala gremita
Inaugurazione pelletteria Another Skin


Alla base della sua scelta c’è un sogno: «Sono competenze molto apprezzate in azienda, a tal punto che la nostra maggiore preoccupazione sta diventando quella di non perdere le lavoratrici migliori, che potrebbero ricevere in breve tempo proposte di lavoro molto allettanti. Ma se questo sarà vero, vorrà dire che avremo raggiunto il nostro scopo e che avremo ridato vita nuova alle donne liberate».

Nel passato delle lavoratrici il marchio della strada

Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII succeduto a Don Benzi, è intervenuto nell'annunciare l'inaugurazione: «Nella Giornata mondiale di preghiera e riflessione sulla tratta dedicata l'8 febbraio di ogni anno a Santa Bakhita, insieme alla Chiesa vogliamo pregare in particolare per le donne, le adolescenti e le bambine trafficate e abusate ogni giorno in strada, nei night, negli appartamenti e nei centri massaggio. E non vogliamo dimenticare chi come schiava sessuale ha perso la vita: sono centinaia le giovanissime donne (184 fra il 2000 e il 2016) uccise per mano dei loro stessi clienti. Finchè non sarà adottato anche in Italia il "modello nordico” di contrasto alla prostituzione, sul corpo della donna continuerà ad essere esercitato un diritto di proprietà che annienta sia la dignità della donna che del cliente».

Coniugare Rispetto della persona e richieste di mercato

La Sindachessa Monica Marini ha parlato del distretto produttivo che caratterizza il territorio; 150 aziende sono impegnate nella lavorazione della pelletteria.: «Questo progetto unisce solidarietà e riscatto sociale con quello che è un aspetto di produzione di qualità».

Rotolini colorati di filo da cucito
Nel laboratorio Another Skin le donne sono impegnate in lavori di maglieria


La Cooperativa sociale il Pungiglione della Comunità Papa Giovanni XXIII si è fatta carico del progetto, in collaborazione con l'Accademia delle belle arti di Firenze e sostenuto anche attraverso i contributi dell'Unione Europea del progetto RIGHT WAY, Building integration pathways with victims of human trafficking, di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, di Fondazione Il Cuore si Scioglie e di Banca d'Italia. Il partenariato, coordinato dalla Comunità Papa Giovanni XXII, comprende diverse organizzazioni impegnate nell'accoglienza: Caritas di Vicenza, Trieste, Senigallia, Pescara, Associazione Farsi Prossimo di Faenza, Comunità Progetto Sud e ICMC Onlus.

Nessuna donna nasce prostituta, c'è sempre qualcosa o qualcuno che ce la fa diventare.Don Oreste Benzi


Donna nigeriana al lavoro seguita da una donna italiana
Nel laboratorio Another Skin le donne vittime di tratta possono imparare una professione, lavorando il cuoio


Bartolomeo Barberis è il Presidente della Cooperativa sociale Il Pungliglione, della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha sposato il progetto: «Sappiamo quanto non sia facile coniugare Vangelo ed economia, quanto non sia facile mantenere il giusto rispetto di ogni persona, dei suoi diritti e dei suoi tempi all’interno di un mondo che è competitivo, basato sul profitto. Eppure è proprio questa la nostra sfida».