La quarta domenica di luglio, quest’anno quindi il 26 luglio, si è celebrata la giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Una fase della vita importante, e alla quale sempre più persone arrivano rispetto alla popolazione generale, un po’ per l’aumento della vita media – un dato positivo quindi – e un po’ per l’inverno demografico che sta vivendo il nostro Paese – e questo invece è un dato decisamente meno positivo. In Italia ci sono più del doppio degli anziani rispetto ai giovani.
Sempre più anziani quindi, e l’anzianità – di cui la comunità scientifica ha recentemente spostato l’inizio al compimento dei 75 anni – porta con sé spesso delle patologie invalidanti.
A Cussanio, vicino a Fossano, in provincia di Cuneo, da alcuni anni è attivo il Centro diurno integrato “Giovanni Paolo II” gestito dalla Cooperativa Il Ramo della Comunità Papa Giovanni XXIII. Dall’inizio di quest’anno ha dato via al progetto “Fuori Centro”, che si occupa in particolare di anziani con malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer.
Nato in un contesto, quello della provincia di Cuneo, in cui si stima la presenza di oltre 21.400 persone affette da demenza e disturbi cognitivi, “Fuori centro” è un progetto che si rivolge alla popolazione di Fossano e dei comuni limitrofi, con l’intento di sensibilizzare la comunità locale sulle malattie neurodegenerative e di offrire un supporto concreto agli ammalati e alle loro famiglie. Nel territorio di Fossano e Savigliano infatti, i Servizi Sociali segnalano un crescente bisogno di supporto per contrastare l'isolamento e la solitudine che colpiscono sia i malati (in particolare Parkinson e Alzheimer) che le loro famiglie. Attualmente mancano spazi strutturati di aggregazione e riabilitazione che offrano sollievo ai caregiver e stimoli adeguati ai pazienti.
Daniela Borra, è coordinatrice del Centro anziani e la referente del progetto che prevede tra le altre cose uno sportello informativo e di sostegno ai caregiver, momenti formativi ed informativi sulle malattie neurodegenerative e la collaborazione con altre associazioni del territorio.
Come vi è venuta questa idea?
«C’era un bando di una Fondazione di Cuneo. Noi avendo già un servizio abbiamo pensato a come svilupparlo e rispondere a i bisogni del territorio. Parlando con i servizi sociali infatti si è scoperto che per il Parkinson c’erano poche risposte. Poi da cosa nasce cosa. Da lì abbiamo visto l’esigenza di prendersi carico dei caregiver – che sono soprattutto mogli – che quando sono da noi si scambiano opinioni rispetto a terapie, medici, come vivono.
Per quanto riguarda il gruppo sono molto contenti, e abbiamo anche degli ottimi rimandi dalle famiglie. Ad esempio c’è un signore che a casa non parla e nel gruppo parla tanto».
Perché il titolo “Fuori centro”?
«L’abbiamo pensato per due motivi. Il primo è il fatto di uscire fuori, uscire dall’isolamento; poi perché l’intenzione è quella di inserire le persone sul territorio».
Il progetto è inserito nel vasto mondo dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. Come è vissuto il carisma specifico della Comunità di don Benzi?
«Innanzitutto c’è la condivisione delle storie. Abbiamo fatto tantissimi colloqui, abbiamo sentito la loro solitudine. Sentiamo di farci carico di questo bisogno e di grosse sofferenze. Per molti venire nel nostro centro significa evitare la casa di riposo. Quindi è un grosso aiuto alla domiciliarità. Siamo poi molto toccati dalle sofferenze dei caregiver e degli utenti».
Concretamente come funziona?
«Ci troviamo il martedì ed il giovedì mattina. Si arriva verso le 9 e poi iniziano le attività: cognitive il martedì, il giovedì invece c’è la terapista che fa attività di movimento individuale e di gruppo».
Ci sono anche anziani, si diceva, che nonostante la veneranda età sono ancora coloro che si prendono cura della propria famiglia. È il caso di Sinda, 84 anni, di Catania. È un canto di lode la presentazione che ci ha mandato:
«Il Signore mio Dio mi ha permesso di vivere per 58 anni accanto a Michele, per cinque anni da fidanzata e poi da sposa. Dopo che Michele è stato aggredito da un tumore, ci ha concesso di vivere ancora 16 anni insieme ed ora mi concede di sentirlo ancora vicino aspettando con serenità (per ora) di ricongiungermi a lui e agli altri fratelli e sorelle che si trovano già in zona Paradiso, per essere ammessa con loro al cospetto di Dio.
… ci ha donato quattro figli nei primi sette anni di matrimonio: Maria Simona, Mario, Cristiano Gianluca, Damiano. Molti anni dopo abbiamo adottato Samuele che ora ha trent’anni.
… non mi ha fatto conoscere la solitudine, tre dei nostri figli mi sono vicini.
… permette che, con l’aiuto di una brava signora proveniente dal Madagascar, alla mia età possa ancora occuparmi dei due figli fragili e della gestione della famiglia.
… mantiene la mia mente ancora attiva: partecipo con interesse al dibattito politico (purtroppo desolante), grazie ad internet seguo con interesse dei corsi online (ecologia integrale, Dottrina Sociale della Chiesa, ecc.) e partecipo ad incontri comunitari. Convivo bene con le malattie della vecchiaia grazie alle cure di bravi medici».
L’abbiamo raggiunta telefonicamente.
Che cosa possiamo dire di te?
«Che il Signore non si dimentica di me. Sono stata privilegiata per l’incontro con mio marito, perché ho potuto svolgere la mia attività a scuola come una vocazione, mi considero fortunata. La malattia di mia figlia l’ho considerata un’opportunità perché il Signore ci ha permesso di vivere una vita in linea con il Vangelo. Quando pensavamo di essere coloro che dovevano essere accolti siamo stati noi in grado di accogliere altri».
Che cosa speri per il futuro?
«Spero che possa presentarsi per nostra figlia l’opportunità di vivere in una casa di accoglienza perché possa essere amata anche quando io non ci sarò più. Spero che il signore mi dia la possibilità di trovare una soluzione».
Nel frattempo come vivi?
«Cerco di essere lucida e ho seguito in presenza un corso di Dottrina Sociale della Chiesa. L’ho fatto anche per tenere la mente in allenamento. Il sapere è utile quando lo si dona. Ho cercato di farlo per tutta la vita».
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