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16 Gennaio 2022
Ultima modifica: 24 Febbraio 2022 ore 21:37

Evento nazionale contro le armi nucleari

L'appello del mondo cattolico al Parlamento: «L'Italia aderisca al Trattato di proibizione».
Evento nazionale contro le armi nucleari
Foto di U.S. Air Force photo by Tech. Sgt. Robert J. Horstman
Gli Stati firmatari del Trattato Onu contro le armi nucleari hanno rinunciato all'uso, allo sviluppo, alla produzione, ma anche al solo immagazzinamento di armi nucleari. L'Italia no. Il 26 febbraio l'evento a Roma.
L'Italia non ha firmato il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, votato dall'Onu nel luglio 2017 da 122 Paesi. Da gennaio 2021 è entrato in vigore: rende illegale, negli Stati che l’hanno sottoscritto, l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari.

È una mancanza che l'anno scorso aveva portato alla mobilitazione di 44 enti cattolici, intervenuti a più riprese con appelli e campagne contro il disarmo. Presidenti nazionali di movimenti e associazioni del mondo cattolico avevano sottoscritto un appello, uniti dallo slogan “Per una repubblica libera dalle armi nucleari”, rivolto al Parlamento italiano: chiedevano la ratifica anche per il Bel Paese del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari.

L'evento nazionale per il disarmo nucleare

«Un appello che purtroppo è rimasto inascoltato»: il comunicato congiunto del 14 gennaio 2022, diffuso a pochi giorni dal primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, rilancia la preoccupazione di presidenti e responsabili nazionali di Azione Cattolica, Acli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari, Pax Christi.

Le realtà cattoliche hanno sottoscritto l'appello lanciato da Papa Francesco per la Giornata Mondiale della pace del 1° gennaio 2022, e lanciato un evento nazionale: il 26 febbraio 2022 si terrà a Roma la Giornata di confronto fra le realtà del mondo cattolico impegnate sul tema.

«L'Italia ratifichi Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari»

Già l'anno scorso, nel mese di maggio, Giovanni Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XX (leggi il suo contributo) aveva preso posizione intervenendo sul tema degli armamenti atomici presenti sul territorio italiano : «Da sempre ci battiamo contro l'ampliamento della base americana a Vicenza. Istituitamo un Ministero per la Pace, denunciamo l'immoralità e l'illegalità delle armi di distruzione di massa».

Così altri interventi del mondo cattolico:

Lisa Clark dei Beati i Costruttori di Pace: «Abbiamo raggiunto questo momento anche grazie a posizione Papa Francesco, arrivata molto tempo prima della Fratelli Tutti. Già nel 2014 l'ambasciatore della Santa Sede all'Onu denunciava l'immoralità del possesso delle armi atomiche. Papa Francesco è riuscito con semplicità a rivoluzionare la posizione politica internazionale su questo tema».

Barbara Battilana, Presidente del Comitato Agesci: «Da sempre ci impegnamo a formare cittadini del mondo, ragazzi che escano dai nostri gruppi per diventare costruttori di pace capaci di dialogo interreligioso e nonviolento».

Colombe di pace
Disegno sul muro di Berlino (East side gallery)
Foto di Amit Lahav
  L' Appello rivolto al Governo e al Parlamento italiano, affinché il Trattato venisse ratificato anche da parte del nostro Paese, venne rinnovato il 25 aprile 2021 in occasione della festa nazionale della Liberazione.

Ivana Borsotto, Presidente della Focsiv: «Dobbiamo disarmare le bombe, e le disuguaglianze. Tanto quanto le violenze sul creato e sui migranti che l'Europa respinge in spegio ai suoi valori».

Antonio Caschetto,  Coordinatore per l'Italia del Movimento Cattolico per il Clima: «Cerchiamo di essere un po' patriottici, dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani e chiedere all'Italia di essere più Italia. L'eliminazione totale delle armi nucleari è una sfida che ci chiede di identificarci al nostro patrono S. Francesco d'Assisi. Pernsiamo alle nostre origini, non possiamo essere cristiani e non essere chiari su questi temi».




 
 

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