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26 Maggio 2021
Ultima modifica: 27 Maggio 2021 ore 09:56

40 enti cattolici uniti contro l'atomica

Bando alle armi nucleari: l'appello. «L'Italia aderisca al Trattato di proibizione».
Foto di U.S. Air Force photo by Tech. Sgt. Robert J. Horstman
Gli Stati firmatari del Trattato Onu rinunciano all'uso, allo sviluppo, alla produzione, ma anche al solo immagazzinamento di armi nucleari. L'Italia no.
Don Renato Sacco: «Con amarezza e sofferenza chiedo: siamo amareggiati per il grave incidente di questi giorni, ma una bomba atomica quante cabine di funivia abbatte?» 

Don Renato Sacco
Don Renato Sacco
E ha continuato: «Piangiamo per il grave dramma italiano di questi giorni, ma le lacrime che ci accomunano ci aiutano a sentire la vita come un qualcosa di bello, e a a fare di tutto perché non ci siano cose che rovinano migliaia di vittime in un attimo».

L'ha detto durante la conferenza stampa andata in onda online oggi.

Le bombe atomiche del Bel Paese

Giovanni Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XX (leggi il suo contributo): «Da sempre ci battiamo contro l'ampliamento della base americana a Vicenza. Istituitamo un Ministero per la Pace, denunciamo l'immoralità e l'illegalità delle armi di distruzione di massa».

Gli fanno eco anche i Presidenti delle maggiori realtà cattoliche nazionali, e Marco Tarquinio di Avvenire che ha assicurato il contributo del quotidiano da lui diretto.

Lisa Clark dei Beati i Costruttori di Pace: «Abbiamo raggiunto questo momento anche grazie a posizione Papa Francesco, arrivata molto tempo prima della Fratelli Tutti. Già nel 2014 l'ambasciatore della Santa Sede all'Onu denunciava l'immoralità del possesso delle armi atomiche. Papa Francesco è riuscito con semplicità a rivoluzionare la posizione politica internazionale su questo tema».

Barbara Battilana, Presidente del Comitato Agesci: «Da sempre ci impegnamo a formare cittadini del mondo, ragazzi che escano dai nostri gruppi per diventare costruttori di pace capaci di dialogo interreligioso e nonviolento»

Ivana Borsotto, Presidente della Focsiv: «Dobbiamo disarmare le bombe, e le disuguaglianze. Tanto quanto le violenze sul creato e sui migranti che l'Europa respinge in spegio ai suoi valori».

Antonio Caschetto,  Coordinatore per l'Italia del Movimento Cattolico per il Clima: «Cerchiamo di essere un po' patriottici, dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani e chiedere all'Italia di essere più Italia. L'eliminazione totale delle armi nucleari è una sfida che ci chiede di identificarci al nostro patrono S. Francesco d'Assisi. Pernsiamo alle nostre origini, non possiamo essere cristiani e non essere chiari su questi temi».

Una campagna contro le armi nucleari

L'Italia non ha firmato il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, votato dall'Onu nel luglio 2017 da 122 Paesi.

Da quest'anno è entrato in vigore: rende illegale, negli Stati che l’hanno sottoscritto, l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari.

Colombe di pace
Disegno sul muro di Berlino (East side gallery)
Foto di Amit Lahav
  Un Appello rivolto al Governo e al Parlamento italiano, affinché il Trattato sia ratificato anche da parte del nostro Paese, era stato lanciato il 25 aprile in occasione della festa nazionale della Liberazione. Primi firmatari erano Acli, Azione Cattolica Italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari, Pax Christi.

A queste si aggiungono oggi oltre una trentina di realtà, per un documento che inizia a trovare una sua forza politica.

Rivedi la conferenza stampa.

 

«Vogliamo — hanno spiegato gli organizzatori nella nota stampa di presentazione — dare seguito ai ripetuti appelli di papa Francesco per un mondo libero dalle armi nucleari. L'Appello si inserisce anche nella campagna Italia ripensaci, che ha visto una forte mobilitazione affinché il nostro Paese “ripensi” la propria posizione e ratifichi il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari».

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