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27 Giugno 2026

Caldo record in Europa: il bollettino del 2050 è arrivato con ventiquattro anni d'anticipo

Caldo record in Europa: il bollettino del 2050 è arrivato con ventiquattro anni d'anticipo
Foto di Joe da Pixabay
Un'ondata di calore eccezionale ha investito l'Europa occidentale, con picchi oltre i 44 gradi in Francia e record di giugno nel Regno Unito. Gli scienziati confermano: il riscaldamento globale ha aggiunto da due a quattro gradi a un evento già di per sé caldo.
Per raccontare l'eccezionalità dell'ondata di calore che ha investito l'Europa occidentale in questi giorni bastano due numeri, piuttosto folli. Il primo arriva dalla Capanna Margherita, il rifugio più alto d'Europa, che sorge a 4.554 metri sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa, al confine tra Piemonte e Valle d'Aosta. Lì, per due giorni di fila, il termometro ha superato i due gradi sopra lo zero — alle 13 di mercoledì e alle 10 di giovedì —, a una quota dove a giugno il gelo dovrebbe essere ancora di casa e dove fino a pochi anni fa le nevi erano perenni. Il secondo arriva da Parigi, dove la colonnina ha toccato i 40 gradi, uno dei valori più alti mai misurati nella capitale francese nel mese di giugno: per qualche ora la città è stata più calda della Mecca.
 
Proprio dalla Francia, intanto, è riemerso dagli archivi un video del 2014. La storica presentatrice meteo di TF1, Évelyne Dhéliat, per sensibilizzare sul cambiamento climatico aveva allora mandato in onda un finto bollettino ambientato nell'estate del 2050, con temperature fra i 35 e i 40 gradi che all'epoca sembravano fantascienza. Rimettendolo in onda in questi giorni, la stessa Dhéliat ha mostrato come quelle previsioni siano già state superate, e di parecchio. Ci siamo arrivati con ventiquattro anni d'anticipo.

Una cupola di calore sull'Europa

Il fenomeno nasce da una vasta area di alta pressione alimentata da aria calda di origine sahariana che si è bloccata sul continente, formando una cosiddetta cupola di calore che impedisce ogni ricambio d'aria e arroventa il suolo giorno dopo giorno. Gli effetti si misurano nei record che cadono uno dietro l'altro. Nel centro-ovest della Francia decine di stazioni meteorologiche hanno battuto i propri primati storici, con valori che hanno toccato i 44,3 gradi; nel sud dell'Inghilterra il Met Office ha registrato a Gosport 36,1 gradi, la giornata di giugno più calda mai rilevata nel Regno Unito.
 
Il bilancio umano è già pesante. La Francia ha posto in allerta rossa quasi metà dei suoi dipartimenti e chiuso oltre 1.800 scuole; dal 18 giugno si contano decine di vittime, in buona parte annegate nel tentativo di rinfrescarsi. L'Organizzazione mondiale della sanità ha definito l'ondata di calore un'emergenza sanitaria, ricordando che negli ultimi quattro anni il caldo ha ucciso in Europa circa duecentomila persone.

Quanto pesa il clima che cambia

Che questo evento porti la firma del riscaldamento globale non è un'intuizione, ma un dato misurato. Secondo l'analisi di attribuzione rapida del progetto europeo ClimaMeter, il cambiamento climatico di origine antropica ha aggiunto fra i due e i quattro gradi alle temperature di questa fase: gli esperti stimano circa 2,4 gradi in più a Parigi, 3,8 a Milano e fino a 4 a Saragozza. La stessa configurazione atmosferica, se si fosse presentata nella seconda metà del Novecento, avrebbe prodotto valori sensibilmente più bassi.
 
«Lo schema meteorologico alla base di questa ondata di calore non è straordinario», osserva Davide Faranda, climatologo del Cnrs francese: «a essere cambiato è il clima di fondo su cui quegli schemi si sviluppano». I ricercatori avvertono che in Europa occidentale gli estremi di calore stanno crescendo più rapidamente di quanto previsto dai modelli, e che nel bacino del Mediterraneo gli aumenti futuri potrebbero risultare addirittura doppi rispetto alle stime attuali, raggiungendo un ritmo a cui le società umane faranno fatica ad adattarsi. La buona notizia, ricorda Faranda, è che margini per agire ne restano: tagli rapidi alle emissioni possono evitare che gli eventi estremi di oggi diventino la media climatica di domani.

E l'Italia?

L'Italia, in questa partita, occupa un posto che non vorrebbe occupare. È sistematicamente il Paese europeo con il maggior numero assoluto di morti legati al caldo, come indicano i dati raccolti da Nature Medicine, da ISGlobal e dal Lancet Countdown. Nell'estate 2024 — l'anno più caldo mai registrato nel nostro Paese, davanti al 2022 e al 2023 — i decessi attribuibili al caldo sono stati circa 19.000, il numero più alto del continente. Nel 2023 le vittime del caldo erano già state quattro volte superiori a quelle degli incidenti stradali.
 
Le proiezioni non lasciano molto spazio all'ottimismo. Se l'attuale traiettoria delle emissioni resta invariata, il numero di persone che ogni anno muoiono in Italia a causa del caldo potrebbe più che raddoppiare entro fine secolo, passando da circa 10.400 a oltre 28.200. E l'aria condizionata non è la soluzione: entro il 2035 la domanda di energia per il raffreddamento potrebbe raddoppiare a Genova, Pisa, Roma e Napoli, con costi crescenti per tutti e rischi seri per i tre milioni di famiglie italiane che già vivono in povertà energetica.
 
In questi giorni la stessa ondata di calore che ha sfiorato i quaranta gradi a Parigi ha aggiunto, secondo ClimaMeter, quasi quattro gradi alle temperature di Milano. È un buon promemoria del fatto che il bollettino del 2050 non riguarda solo la Francia. Riguarda anche noi, ed è già arrivato.

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