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11 Febbraio 2026
Ultima modifica: 11 Febbraio 2026 ore 09:45

Cisgiordania. Audizione di Operazione Colomba: «Mai visto tanta violenza come ora»

Due volontarie del Corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII ascoltate dal Comitato permanente sui diritti umani nel mondo della Camera dei Deputati.
Cisgiordania. Audizione di Operazione Colomba: «Mai visto tanta violenza come ora»
Foto di Archivio Operazione Colomba
Le volontarie hanno portato all'attenzione dei parlamentari casi concreti di aggressioni a cui Operazione Colomba ha assistito e denunciato un aumento di violenze nel corso del 2025, con l'introduzione della figura del soldato-colono
Oggi, 11 febbraio 2026, è atteso un incontro alla Casa Bianca tra il presidente Donald Trump ed il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Frattanto, secondo un funzionario della Casa Bianca «il presidente Trump ha dichiarato chiaramente di non sostenere l'annessione della Cisgiordania da parte di Israele».
La dichiarazione si riferisce al fatto che l'8 febbraio scorso il gabinetto israeliano per la sicurezza ha introdotto una serie di misure che favoriscono l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Le nuove misure, proposte dal ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, e dal ministro della Difesa, Israel Katz. renderanno più semplice ottenere i terreni di proprietà palestinese. Inoltre, sono state autorizzate le forze israeliane a condurre demolizioni nelle aree A e B.

Le tre aree in cui è divisa la Cisgiordania

In base agli accordi di Oslo, firmati nel 1993 dall'Organizzazione per la liberazione della Palestina e da Israele, la Cisgiordania è stata divisa in tre aree: la A che costituisce il 18 per cento del territorio ed è sotto il controllo palestinese; l'area B che corrisponde al 22 per cento del territorio dove l'Autorità nazionale palestinese detiene il controllo amministrativo, mentre Israele mantiene il controllo della sicurezza; infine l'area C, che corrisponde al 60 per cento del territorio, è sotto il totale controllo israeliano. Si stima che 700mila israeliani vivano in circa 250 insediamenti situati a Gerusalemme Est e nell'Area C della Cisgiordania.

L'audizione dopo la visita dei parlamentari in Cisgiordania

Il disagio e le violenze subite dalla popolazione palestinese in Cisgiordania sono state oggetto di un'audizione tenutasi lo scorso mercoledì 28 gennaio 2026. Due rappresentanti di Operazione Colomba sono intervenuti presso il Comitato permanente sui diritti umani nel mondo della Camera dei Deputati. L'audizione è stata richiesta dopo la visita di alcuni parlamentari a At-Tuwani, il villaggio della Cisgiordania in cui da oltre vent'anni è presente il Corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. La presenza di Operazione Colomba mira alla deterrenza dell'uso della violenza, a proteggere la popolazione palestinese accompagnandoli nelle loro attività quotidiane ed a sostenere la promozione della nonviolenza come modalità dei palestinesi nella resistenza alle violenze subite.

La denuncia: aggredito, ha perso una gamba e poi è stato arrestato

«Mai vista tanta violenza in 21 anni di nostra presenza. Nel 2025 abbiamo osservato un aumento delle aggressioni nei confronti della popolazione civile palestinese – hanno dichiarato le volontarie –. A fine aprile Said al-Amoor, nel villaggio di Ar Rakeez, ha perso una gamba in seguito all'aggressione di un colono. Il contadino stava lavorando la terra con suo figlio minorenne, quando un colono dell'insediamento di Avigail gli ha sparato con un fucile ad una gamba che gli è stata poi amputata come terapia salvavita poiché le ferite riportate erano troppo gravi. Lui e il figlio minorenne sono stati arrestati, Said è stato addirittura ammanettato nel letto dell'ospedale dopo aver subito l'operazione. Per essere rilasciati hanno dovuto pagare una cauzione altissima. Inoltre, a novembre scorso, mentre stava mettendo una recinzione nel suo terreno, è stato nuovamente aggredito dallo stesso colono. In quest'occasione è stato buttato a terra dai soldati nonostante avesse le stampelle».
Internazionali in Palestina
La presenza di persone con passaporti internazionali che accompagnano i pastori palestinesi serve per limitare e documentare le violenze dei coloni e dei militari.
Foto di Lucas Calle

Una nuova figura: il soldato-colono legittimato a sparare

Da due anni, oltre ai coloni che aggrediscono le persone, distruggono le case ed i terreni legittimato a sparare, si è aggiunta un nuova figura: il soldato-colono. Si tratta di riservisti dell'esercito israeliano che, indossando la divisa, sono legittimati ad usare le armi contro i civili palestinesi. È a questa categoria che appartiene il colono che lo scorso 26 gennaio ha minacciato con un fucile mitragliatore e fatto inginocchiare due carabinieri in servizio al Consolato generale di Gerusalemme, mentre facevano un sopralluogo vicino a Ramallah.

L’omicidio di Awdah Hathaleen che aveva collaborato a "No other land"

«Il 28 luglio 2025 Awdah Hathaleen è stato ucciso da un colono con un colpo di arma da fuoco – hanno continuato le rappresentanti di Operazione Colomba –. Awdah, 30 anni, sposato e padre di tre figli di 5 e 4 anni ed un neonato di 7 mesi, insegnante di inglese, aveva collaborato alla realizzazione del documentario premio Oscar No other land, che ha denunciato al mondo le violenze subite dalle comunità palestinesi nelle colline a sud di Hebron, nell'area denominata Massafer Yatta. L'uccisione è avvenuta mentre alcuni palestinesi manifestavano contro la realizzazione di una strada verso l'avamposto israeliano Havat Meitarim, vicino al villaggio palestinese di Umm al-Khair».
Sentiero fra le rocce su una collina spoglia. Ragazza cammina con bambina con zainetto scolastico.
Palestina: i volontari di Operazione Colomba scortano una bambina. Aprile 2023.
Foto di Archivio Operazione Colomba

La scorta ai bambini che vanno a scuola

La presenza di Operazione Colomba iniziò nel 2004 quando i volontari avviarono lo school patrol: la scorta dei bambini che dai villaggi si recavano all'unica scuola elementare della zona, quella di At-Tuwani. Quando i bambini, dai 6 agli 11 anni, passavano vicini all'outpost – illegale – di Havat Ma'on, i coloni, spesso mascherati, gli lanciavano pietre e aizzavano i cani. Dopo che un volontario di Operazione Colomba rimase ferito, in seguito al clamore mediatico nell'ottobre 2004 la Commissione per i diritti dei bambini della Knesset, il Parlamento israeliano, assegnò una scorta militare israeliana per proteggere i bambini palestinesi dalle violenze dei coloni israeliani.